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BCE: Grecia ha più occupati dell'Italia. Dov'è la svolta?

Anche se Matteo Renzi si definisce "lo psicologo dell'Italia", il Bel Paese non esce dalla sua crisi depressiva. Dopo che Pier Carlo Padoan ha avocato una "stagnazione secolare" è la BCE ha rivelare che dal secondo trimestre del 2013 persino la Grecia ha registrato più occupati dell'Italia. Inoltre, il 63% dei contratti sono a tempo determinato. Il Jobs Act non ha segnato alcuna svolta.

Se Matteo Renzi è "lo psicologo dell'Italia", gli italiani sono proprio matti nel credere che davvero il Bel Paese è uscito dalla crisi. Appena ieri il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha ammesso infatti che "non è idea peregrina" il fatto che in Italia possa esserci una "stagnazione secolare" mentre oggi la Banca centrale europea rivela che la vera svolta c'è stata in Spagna, non certo in Italia. Per stagnazione secolare si intende una sorta di prolungata semi-stagnazione, con crescita anemica e disoccupazione alta. Ed infatti, in Italia il governo esulta su variazioni positive pari allo zero virgola. Ma nell'ultimo bollettino economico "Fattori alla base del recente recupero dell'occupazione nell'area dell'euro", la BCE chiarisce che in Italia "la crisi ha esercitato un impatto avverso ben più persistente sull'occupazione complessiva, che è rimasta pressoché invariata, in controtendenza rispetto all'insieme dell'area dell'euro e alle sue economie più piccole". In sostanza, in Italia il livello di occupazione è peggiore non solo rispetto alla Spagna, che con la Germania è riuscita a contribuire per quasi due terzi all'incremento complessivo del numero di occupati nell'area dal secondo trimestre del 2013, ma anche a Portogallo, Irlanda e persino Grecia. Se in Spagna ci sono stati circa 724mila occupati in più, dati che fanno primeggiare gli iberici nell'Eurozona, in Italia la cifra è inferiore di quasi sei volte, pari a 127mila occupati in più nello stesso periodo. Di questi inoltre, sottolinea sempre la BCE, il 63% è assunto a tempo parziale. Ad accorgersi che l'aumento degli occupati in Italia dipendeva soprattutto dai contratti a termine è stato anche il New York Times che, nero su bianco, sottolinea come il Jobs Act non sia servito a far riprendere l'economia visto che dall'inizio del 2015 il numero dei posti di lavoro a tempo indeterminato è rimasto pressoché invariato. L'autorevole quotidiano statunitense osserva inoltre che nonostante il Jobs Act (e gli sgravi che prometteva) da gennaio ad ottobre 2015 si è registrato un incremento di appena 83mila posti di lavoro netti, contro i 174mila avuti nello stesso periodo del 2014, quando nessuno si tentava di dire che la crisi era finita.

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