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Villa Ada: 13 discariche, tra amianto, batterie d'auto e pneumatici

Il parco storico di Villa Ada, il secondo parco pubblico più grande di Roma, si sta trasformando in una discarica. Il primo censimento effettuato dal Circolo "Sherwood" di Legambiente denuncia ben 13 discariche "abusive", tra rifiuti tossici e altamente inquinanti.

Il parco storico di Villa Ada, il secondo parco pubblico più grande di Roma dopo villa Doria-Pamphili, situato nella zona settentrionale della città, sulla via Salaria, si sta trasformando in una discarica. O meglio, su circa 180 ettari di superficie, circa 10mila metri quadrati (un ettaro) sono ormai invasi da rifiuti, spesso tossici e pericolosi, partendo da resti di vari elettrodomestici (frigoriferi, cucine, ecc.) per arrivare a montagne di pneumatici, batterie di auto, calcinacci di eternit (amianto) e bombole di gas che rischiano di provocare incendi. A denunciare il degrado diffuso e le ben 13 discariche "abusive" all'interno di Villa Ada, il Circolo "Sherwood" di Legambiente, che ha presentato il primo censimento delle discariche presenti nel parco.
"Tra le situazioni che destano maggior preoccupazione c'è la vasta discarica di tremila metri quadri cresciuta intorno ai tornanti che salgono a Monte Antenne, costantemente alimentata per l'assenza di barriere che impediscano di gettare i rifiuti" spiega Lorenzo Grassi, coordinatore del Circolo "Sherwood". Giorno dopo giorno, infatti, tale "discarica" in mezzo al parco continua a crescere, segno probabilmente della poca vigilanza intorno all'area. Lorenzo Grassi sottolinea giustamente che "i giacigli, le bombole del gas, le montagne d'immondizia devono essere rimossi contestualmente ad un'azione di recupero dell'area, che impedisca di nuovo le occupazioni abusive e il degrado". Vi sono inoltre resti di accampamenti di cui nessuno, finora, sembra essersi mai occupato. "A Villa Ada c'è un'emergenza discariche, serve un intervento tempestivo del Campidoglio per l'avvio immediato della bonifica, sul decoro il sindaco Alemanno ha fatto ben poche azioni concrete in questi tre anni" afferma quindi Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. E sembrano essere state queste parole, invece del censimento, ad aver scosso maggiormente il vicepresidente della commissione Ambiente di Roma Capitale, Francesco De Micheli, che ha affermato che "le parole di Legambiente appaiono oltremodo ingenerose, e sembrano più di carattere politico che altro" visto che "l'amministrazione infatti è impegnata in un'attività di monitoraggio sul territorio, come finora fatto, effettuando quando necessario gli opportuni interventi per garantire decoro e ripristinare sicurezza e legalità".
E mentre Lorenzo Grassi del Circolo "Sherwood" chiede almeno nell'immediato al Comune "di installare una recinzione o una sbarra che ostacoli lo sversamento sui tornanti in via di Ponte Salario, con cartelli che indichino la vicinanza del Centro raccolta rifiuti dell'Acqua Acetosa" oltre alla realizzazione da parte del Dipartimento Tutela Ambiente di "una staccionata a protezione del raro canneto, cosparso di rifiuti, che si trova sul retro degli edifici delle ex Scuderie Reali", De Micheli assicura che verrà tenuta "alta l'attenzione sulla tutela e salvaguardia del verde che costituisce una priorità per questa Giunta".

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