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Traffico di rifiuti: domiciliari per Ad di Riso Scotti Energia. Sporca

E' stato arrestato, ora ai domiciliari, il presidente e Ad del gruppo Riso Scotti (forse quel "Dottor Scotti" della pubblicità), su mandato della Procura di Pavia, che già a novembre scorso aveva sequestrato l'impanto di incenerimento dove sembra non veniva bruciata solo la "lolla di riso".

Verso metà novembre dello scorso anno la notizia che la Forestale di Milano aveva sequestrato un impianto di "co-incenerimento" e 46 automezzi della Riso Scotti Energia su mandato della Procura di Pavia, che aveva scoperto un traffico illecito di rifiuti e una produzione illegale di energia da rifiuti. Allora erano stati messi agli arresti domiciliari il presidente del cda e altre 7 persone, ma altre erano indagate. Oggi la notizia che anche Angelo Dario Scotti, forse il "dottor Scotti" della pubblicità visto che è il presidente e l'Ad del gruppo Riso Scotti, è stato arrestato e consegnato ai domiciliari, insieme ad altre 3 persone: un funzionario del Gestore dei Servizi Energetici di Roma, un consulente esterno di Assoelettrica e il commercialista di fiducia del Gruppo Scotti, come riporta l'Ansa. L'inchiesta portava il nome di "Dirty energy", poiché secondo gli inquirenti l'impianto di co-incenerimento della Riso Scotti Energia di Pavia usava nella produzione di energia elettrica e termica, oltre alle biomasse vegetali, anche rifiuti di altra natura, che oltretutto una volta bruciati sembra andassero a superare i limiti massimi di concentrazioni di vari metalli pesanti, come il cadmio ma anche il cromo e il mercurio, tra gli altri. In poche parole, secondo la Procura, oltre alla "lolla di riso" nell'inceneritore venivano bruciati molti altri rifiuti, tra cui alcuni che invece dovrebbero essere trattati come "speciali". Anche Beppe Grillo, in un suo post, si era occupato dell'inchiesta (http://is.gd/YDMK5t), evidenziando in particolar modo che "i guadagni" della Riso Scotti Energia "erano garantiti dagli incentivi per l'energia rinnovabile, 30 milioni di euro (attraverso il CIP6)". Beppe Grillo infatti sottolineava come i cittadini di Pavia, quindi, stessero pagando "tre volte" questa situazione, e cioè "con la quota CIP6 nella bolletta dell'ENEL, con l'aria tossica e con l'assorbimento di sostanze nocive da parte di maiali e pollame". Tanto che il comico genovese aveva parafrasato il "claim" dell'azienda (Vivere bene mangiando) con un "Vivere bene...incenerendo". Le accuse rivolte agli indagati sarebbero, a vario titolo, di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni di ente pubblico, frode in pubbliche forniture, corruzione per atti contrari ai doveri dell'ufficio, ed altre condotte illecite, visto che secondo la Procura la Riso Scotti Energia avrebbe ceduto al Gestore dei Servizi Energetici di Roma energia elettrica "spacciata" come derivata da fonti rinnovabili di biomasse.

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