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Rifiuti nel cemento: fumata nera della Commissione Ambiente

Un decreto "silenzioso" avrebbe permesso di bruciare rifiuti negli impianti di produzione di cemento. La Commissione Ambiente della Camera boccia il testo grazie anche alla mobilitazione delle associazioni per un mondo a "rifiuti zero".

L'Appello contro il decreto che consente di bruciare rifiuti negli impianti di produzione di cemento promosso ma molte associazioni (tra cui Associazione "Comuni virtuosi", Slow Food Italia, Campagna Legge Rifiuti Zero, "Comitato promotore Campagna Difesa Latte Materno dai Contaminanti Ambientali", Associazione "Verso Rifiuti Zero", Zero Waste Italy, Rete nazionale Rifiuti Zero, Stop al consumo di territorio, ecc.) ha avuto successo. L'11 febbraio la Commissione Ambiente della Camera ha sancito la "fumata nera" per il decreto Clini. Spiega Rossano Ercolini, Zero Waste Italy in un post sul blog: "Oggi la commissione parlamentare proposta ha bocciato il decreto Clini che avrebbe consentito di estrapolare dalla nozione di rifiuto il CSS (L'ex Combustibile Derivato dai Rifiuti) godendo dello status di 'combustibile industriale' e quindi non soggetto ai parametri emissivi più restrittivi riservati agli impianti dedicati e non dedicati che trattano rifiuti". Ercolini spiega quindi come "il tentativo di passare dalla 'crisi della termovalorizzazione' al rilancio dell'incenerimento 'NON DEDICATO' è stato rispedito al mittente. Ora occorre vigilare affinchè nella nuova legislatura non solo non ci siano blitz del genere ma si spinga per far approvare la NOSTRA PROPOSTA DI LEGGE RIFIUTI ZERO-ZERO WASTE". Ma il percorso dei combustibili solidi secondari (Css) verso i cementifici, pensano in molti, non si fermerà certo qui. Nella prossima legislatura ci potrebbe essere un "ritorno di fiamma".

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