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Rifiuti elettronici RAEE, Ecolight: "italiani smaltiscono male"

I rifiuti elettronici RAEE, come ad esempio gli apparecchi che appartengono all'elettronica di consumo (raggruppamento R4) vengono "smaltiti male" dagli italiani. Parola del consorsio Ecolight, che teme finiscano nel caro (per costo ambientale) e vecchio (per modus vivendi) "sacco nero".

Dove va il frullatore quando non funziona più? E la telecamera? E i tablet e gli smartphone? E i relativi alimentatori e trasformatori? E dove si butta il phon con la resistenza bruciata? Bene, Ecolight, uno dei maggiori consorzi per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori fa un'ipotesi: o il "remoto cassetto" o, più semplicemente, il sacco nero, quello cioè della "raccolta indifferenziata" dei rifiuti. Se si pensa che poi che, nelle grandi città, si vedono di prima mattina (e a tarda sera) persone che, con un lungo ferro, aprono i cassonetti per scoprire se all'interno c'è qualche elemento che possa contenere ferro o rame, si può azzardare il fatto che molti dei componenti dei piccoli elettrodomestici o del cosiddetto e-Waste in una certa percentuale finisca anche nei nostri polmoni, grazie ai roghi clandestini di cui è arsa l'Italia. Quindi è facilmente comprensibile quanto buttare "l'elettronica di consumo" che tanto manda in sollucchero l'uomo moderno equivalga ad un grande errore. Ecolight afferma che gli italiani, usando un eufemismo, "smaltiscono male" i piccoli elettrodomestici, apparecchi "di cui meno di uno su cinque viene recuperato". Il consorzio Ecolight raccoglie oltre 1.500 aziende, è il secondo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati e si occupa proprio della gestione dei RAEE - rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche -, delle pile e degli accumulatori a fine vita. E pensare che questo tipo di rifiuti (RAEE raggruppamento R4) è riciclabile addirittura fino al 97 per cento e usufruisce di particolari "facilitazioni" per lo smaltimento. Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight spiega che si può "portare il vecchio elettrodomestico alla piazzola ecologica del proprio comune di residenza oppure lasciarlo in negozio quando si va a comprare l'apparecchio nuovo sostitutivo", ricordando che "secondo quanto prevede il decreto 'uno contro uno', il punto vendita è obbligato a ritirare la vecchia apparecchiatura gratis al momento dell'acquisto di una nuova di equivalente funzionalità.

Questo significa per esempio: consegno un vecchio lettore vhs e compro un lettore dvd". Eppure l'italiano sembra non riuscire a comprendere il vantaggio ambientale e puramente economico del riciclo dei RAEE. Il consorzio spiega che "nel 2012 in Italia ne sono state raccolte quasi 39mila tonnellate - di cui 15mila tonnellate sono state gestite da Ecolight - contro le circa 200mila tonnellate di piccoli elettrodomestici che sono stati immessi sul mercato". Per questo è molto importante l'informazione e la "tracciabilità" del rifiuto che, come ricorda Ecolight è in sperimentazione. "Sulla base di quanto prevede il progetto Identis WEEE (Identification DEterminatioN Traceability Integrated System for Weee), iniziativa finanziata all'interno del programma europeo Life+, - spiega a proposito Dezio - sono stati realizzati quattro prototipi, interamente autonomi e in grado di tracciare il rifiuto raccolto. La sperimentazione inizierà in primavera inoltrata e cercherà di intercettare questi rifiuti attraverso cassonetti intelligenti posti sulle strade, nelle piazze e nei centri commerciali". Ma sarà anche importante, se non fondamentale, ridurre la "varietà" di produzione di alcuni apparecchi. E' ormai opinione abbastanza comune che i grandi produttori debbano smettere di "saccheggiare" l'ecosistema producendo alimentatori incompatibili l'uno con l'altro e siano obbligati alla massima compatibilità hardware sui sistemi di alimentazione e di comunicazione dei "dispositivi". A questo proposito è interessante rileggere ciò che gli Amici della Terra francesi avevano detto sul lancio del nuovo iPhone 5 e del suo "nuovo" alimentatore incompatibile con la generazione precedente. Spiegavano gli ambientalisti francesi: "il nuovo caricatore di iPhone 5 sarà incompatibile con i 183 milioni di iPhone, 73 milioni di iPad e 275 milioni di iPod venduti in tutto il mondo". Quanti finiranno nel sacco nero?

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