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Rifiuti, G. Romano: trattare ecoballe come combustibile

L'assessore regionale all'Ambiente Romano propone di "trattare le ecoballe per produrre CDRQ, ovvero 'combustibile da rifiuti di qualità', che normalmente è impegato per centrali elettriche, fonderie, acciaierie". Il problema è che spesso le ecoballe sono fatte non a norma.

Oggi la delegazione degli ispettori dell'Unione Europea si è recata (durante il suo secondo giorno di visita) al sito di stoccaggio di Taverna del Re, a Giugliano (Napoli). Con gli ispettori c'era anche l'assessore regionale all'Ambiente Giovanni Romano che, durante la riunione svoltasi immediatamente dopo nella sede del Consiglio regionale (Centro Direzionale di Napoli), afferma che "la situazione è profondamente diversa da quella di due anni fa" perché "oggi abbiamo un sistema strutturato su scala regionale che se potesse essere utilizzato senza condizionamenti garantirebbe autonomia alla regione".
Romano spiega anche che "per smaltire le ecoballe occorrono tempi tecnici non coerenti con quelli della Corte europea" sostenendo però che "la Commissione ha capito che se realizzeremo subito gli impianti, si possono allungare i tempi per la sentenza".
Nel sito di Taverna del Re a Giugliano vi sarebbero ancora 6 milioni di ecoballe da smaltire che "corrisponde a 7 milioni e 900mila tonnellate", sottolinea Romano.
Per l'assessore regionale all'Ambiente la soluzione rimane la realizzazione dei termovalorizzatori, visto che sulla carta in Campania ce ne dovrebbero essere almeno 4, proponendo inoltre di "trattare le ecoballe per produrre CDRQ, ovvero 'combustibile da rifiuti di qualità', che normalmente è impegato per centrali elettriche, fonderie, acciaierie". Una bella idea se non si tiene conto, come ha ricordato anche ieri dal palco di "Vieni via con me" Roberto Saviano, che spesso le vecchie ecoballe sono fatte non a norma e contengono anche rifiuti speciali e tossici.

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