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Napoli rifiuti l'incendio della "munnezza"

Anche per le festività di Ognissanti Napoli rimane con oltre duemila tonnellate di immondizia, anche se pare che i turisti non ci facciano più caso. Grande pericolo per la salute per i continui roghi ai cumuli di "munnezza".

Napoli continua ad essere invasa dalla spazzatura, oltre duemila tonnellate che fanno tornare l'incubo dei cumuli di immondizia, che prima del "miracolo", sfioravano i primi piani delle case. Stavolta anche i turisti sembrano averci fatto un po' l'abitudine, tanto che gli albergatori non sembrano lamentare disdette per le festività di Ognissanti. E' chiaramente una vergogna che una delle città più belle del mondo sia ridotta ciclicamente a combattere con la "munnezza", ma a questo ci ha portato il progresso.
Il ponte sembra aver calmato gli animi di tutti, servirà per ricaricare le batterie (quelle esauste sono state già gettate via e bruciate le scorse notti) per poi ricominciare la lotta per "vivere" da martedì.
Ciò che è paradossale e che preoccupa è l'abitudine insana di appiccare il fuoco ai cumuli di immondizia. Negli scorsi giorni anche a Napoli sono stati segnalati diversi incendi dolosi a cumuli di immondizia. E' importante informare chiunque che incendiare la "munnezza" significa non liberarsi di un cumulo indecente dove i topi vanno a rosicchiare i resti, ma inalare tutto ciò che era contenuto nel cumulo (comprese le batterie).
Incendiando un cumulo di immondizia si generano gli stessi fumi degli inceneritori (senza trattamenti) e il rischio di liberare diossine è altissimo, insieme ovviamente ad altre sostanze cancerogene come i policiclici aromatici. Il fumo della "munnezza" non è solo altamente tossico ma va a finire nelle coltivazioni e nei pascoli entrando nel ciclo alimentare.

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