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Disabili: dopo Londra 2012 cresce entusiasmo. Pancalli cita Roosvelt

Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico italiano afferma come dopo Londra 2012 "il futuro della dimensione sportiva praticata dalle persone con disabilità è in crescita". Ma parla anche di economia, citando Franklin Delano Roosvelt: "Trasformare le persone disabili da assistite in contribuenti, in modo da far del bene a loro e al Paese".

Il presidente del Comitato paralimpico italiano e vice presidente del Coni (nonché ex campione pluri-iridato, pentatleta e nuotatore) Luca Pancalli in un convegno a Parma ha ricordato come "il futuro della dimensione sportiva praticata dalle persone con disabilità è in crescita". Luca Pancalli riflette "sull'onda dei risultati di Londra 2012, e non parlo solo di medaglie ma di visibilità", aggiungendo che l'obiettivo "è poter arrivare a un'unica grande famiglia dello sport italiano. Credo che il grande successo dal punto di vista culturale sia questo. Un sogno, ora un traguardo possibile". Il presidente del Comitato paralimpico italiano osserva poi le positive ricadute sullo sport praticato dalle persone con disabilità dopo le Olimpiadi: "Ho sempre sostenuto che la ricaduta più importante di Londra 2012 sia stata la conquista della ventinovesima medaglia, che è rappresentata dalle migliaia di mail di ragazzi che ci hanno scritto per sapere come fare per iniziare l'attività sportiva". Un successo non meramente di "immagine" quindi, come Luca Pancalli tiene a sottolineare: "Io credo che il grande successo dal punto di vista culturale sia questo. Era un sogno, ma ora è un traguardo possibile. Certo, bisogna lavorarci. E rispettare le identità. Come in ogni matrimonio che si rispetti, bisogna salvaguardare entrambe le parti: ma non posso che essere ottimista". In un altro convegno, questa volta all'Università Bocconi di Milano, il 26 novembre, Luca Pancalli come riporta il sito SuperAbile Inail ha avuto modo di sottolineare proprio l'aspetto dello sport paralimpico che va oltre la semplificazione economica. "Coniugare valore economico e dimensione sociale: è questo uno dei compiti principali di un buon dirigente sportivo - ha detto Pancalli - spesso, purtroppo, si tende a identificare lo sport solo nella sua dimensione agonistica, che coincide con i grandi fenomeni economici, trascurando il fatto che un dirigente deve avere la capacità di andare oltre, guardando alla valenza culturale e sociale del momento sportivo". Il presidente del Comitato paralimpico italiano ha spiegato alla platea il "valore" dello sport per una persona disabile con le sue benefiche ricadute sul Paese: "La pratica sportiva, per una persona disabile, non vuol dire solamente sfida con se stessi e superamento dei propri limiti, ma può rappresentare anche un grandissimo investimento per il Paese. Investire sull'attività motoria di una persona disabile, ad esempio, vuol dire ridurre i costi del servizio sanitario nazionale, ciò che avviene in Germania, dove in ogni Lander vi è un centro di riabilitazione collegato a società sportive". Luca Pancalli ricorda quindi le parole di un presidente USA di cui il governo italiano dovrebbe fare tesoro: "Il presidente degli Usa Franklin Delano Roosvelt, una volta, disse che bisognava trasformare le persone disabili da assistite in contribuenti, in modo da far del bene a loro e al Paese ed è un pensiero che ho sempre fatto mio".

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