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Uova alla diossina: arrivate in Italia, ma poche poche

Nessun pericolo per le uova alla diossina che dalla Germania sono arrivate in Italia. Ferruccio Fazio, ha sottolineato come il nostro Paese abbia importato dalla Germania "una quantità di uova limitate", che a molti ha ricordato la barzelletta del coccodrillo che volava "basso basso".

Che la filiera agroalimentare sia sicura e fidata tutti gli italiani lo sanno e lo immaginano. Chi pensa che la diossina prodotta dagli inceneritori, dai roghi dell'immondizia, dai falò degli zingari (che bruciano cavi elettrici all'aria aperta per estrarre rame), dalle industrie (ricordiamo le 650 pecore di Taranto abbattute il 29 dicembre 2010 perché sono state riscontrate nella loro carne concentrazioni di diossina oltre i limiti previsti dalla legge), finisca nei campi coltivati e nella catena alimentare è chiaramente un paranoico.
Per cui, questo allarme delle uova "alla diossina" prodotte in Germania da galline alla diossina che hanno mangiato mangime mischiato a olii e grassi industriali contenenti diossina, non deve assolutamente allarmare.
Il Ministro Fazio per primo tranquillizza tutti e sul Corriere della Sera (http://is.gd/kmOVS) dichiara che le uova "sono anche in Italia ma in minima quantità e tutte tracciate" e che, grazie alla "tracciabilità" tutte le uova possono essere comunque individuate.
Inoltre il Ministro dichiara al TG2 che "le uova italiane sono assolutamente sicure e non abbiamo importato mangime dalla Germania". Sempre al TG2 Fazio dichiara che "abbiamo già scritto ai produttori per aggiungere ai controlli la valutazione sui livelli di diossina".
Nessuna informazione sulle uova avvelenate dedicata però ai poveri mortali sul sito del Ministero della Salute, per ora, mentre la legittima preoccupazione, soprattutto per chi ha dei bambini, cresce.
Ovviamente per qualsiasi tipo di alimento, che per legge non ha "necessità" di etichettatura, i rischi di contraffazione alimentare (e quindi di eventuale presenza di diossine ed altri veleni) cresce e di molto.
Come scrive la Coldiretti (http://is.gd/kmOPt) ancora mancano all'appello dell'etichettatura che ne riveli origine e filiera: pasta, carne di maiale e salumi, carne di coniglio, frutta e verdura trasformata, derivati del pomodoro diversi da passata, formaggi, derivati dei cereali (pane, pasta), carne di pecora e agnello. Buon appetito a tutti!

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