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Mais per alimentazione animale alla diossina, Ministero Salute: blocco latte e uova

Un lotto di mais contaminato con diossina, pari a 26mila tonnellate, è stato distribuito anche in Italia (tranne in Sicilia, Sardegna e Basilicata) per scopi di alimentazione animale. Il Ministero della Salute, da venerdì 20 giugno, ha disposto un blocco della fornitura di latte e uova che provengono da allevamenti che hanno ricevuto questi mangimi. La Coldiretti chiede "maggiore sorveglianza".

Nei giorni scorsi il sistema di allerta rapido (Rasff) ha segnalato un lotto di mais contaminato con diossina, pari a 26mila tonnellate. La Cordiretti rivela che il mais è stato distribuito anche in diverse regioni italiane (tutte ad eccezione di Sicilia, Sardegna e Basilicata) a scopo mangimistico. Il primo episodio di cui si ha certezza riguarda un lotto consegnato al porto di Ravenna il 6 marzo 2014, che sicuramente è stato distribuito a scopo mangimistico e dato agli animali. Pare che almeno un 70% di tale mangime sia stato usato per gli scopi di alimentazione animale. In via cautelativa, il Ministero della Salute da venerdì 20 giugno ha disposto un blocco della fornitura di latte e uova che provengono da allevamenti che hanno ricevuto questi mangimi. La Coldiretti sottolinea però che gli operatori del settore alimentare possono però richiedere - a proprie spese - un controllo sul latte e sulle uova all'Autorità competente che procede, se l'esito è favorevole e i valori di diossina rientrano nei range consentiti, allo sblocco dell'allevamento nel caso del latte o del capannone nel caso delle uova.


La Coldiretti spiega poi che "a seguito di opportuna trasformazione si deciderà se i livelli di diossina presenti siano sufficientemente cautelativi e consentano una commercializzazione dei derivati (latte in polvere e derivati delle uova)". Nel frattempo, il Ministero della Salute, con i rappresentanti delle Regioni interessate, i NAS ed il Laboratorio Nazionale di Riferimento per le Diossine e PCB in mangimi e alimenti, sta effettuando analisi per verificare il trasferimento dal mangime all'animale e da questi ai sottoprodotti (latte e uova), per stabilire se vi sono rischi per la sicurezza alimentare. La Coldiretti sottolinea che il piano di emergenza prevede un primo esame di 12 campioni di materia prima contaminata. La seconda fase prevede invece l'esame di 150 campioni di latte, uova e carne reperiti sul mercato per valutare la presenza di diossina sul prodotto al dettaglio. Attraverso una circolare, il Ministero della Salute ha predisposto che nell'immediato, il mais contaminato oggetto di allerta non vada destinato ad alimentazione animale ma a distruzione o ad eventuali usi diversi, mentre i mangimi composti potranno essere destinati ad alimentazione animale solo se la contaminazione è minore del 32% per animali da reddito e minore del 74% per pet food e acquacoltura. La Coldiretti ribadisce quindi la necessità di una "sorveglianza sempre maggiore per evitare che le frontiere nazionali vengano 'bucate' compromettendo la sicurezza alimentare perseguita dal nostro sistema produttivo".

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