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Diossina: "possibile presenza" nelle anguille del Lago di Garda

La diossina incomincia a diventare un serio problema nazionale. Anche nel Lago di Garda sono state riscontrati "tre campioni non conformi per presenza di Policlorobifenili diossina-simili in anguille". Le istituzioni tranquillizzano, ma hanno avviato un'indagine.

La diossina, dopo lo scandalo delle uova e della carne di maiale provenienti dalla Germania, e le note vicende di Taranto che impensieriscono la popolazione (con tanto di ecoMarcia di mamme e bambini), sta diventando un "argomento sensibile" in tutta Italia.
Questo veleno, prodotto dall'uomo in varie produzioni industriali e nell'incenerimento (spesso selvaggio) dei rifiuti, è ormai un po' ovunque ed entrato, purtroppo, anche se a livelli ancora tollerabili, nella catena alimentare.
Ovviamente ci sono luoghi in cui il limite di diossina tollerabile per legge potrebbe essere superato e i cittadini e le istituzioni reclamano giustamente controlli ed attenzione.
Succede anche nello splendido Lago di Garda visto che sono state pescate, come si legge dalle cronache, alcune "anguille alla diossina" che stanno preoccupando non solo i cittadini ma anche gli esperti sullo stato di salute del lago.
Proprio a seguito del riscontro "di tre campioni non conformi per presenza di Policlorobifenili diossina-simili in anguille pescate nel Lago di Garda" è stato attivato un Tavolo tecnico di coordinamento che vede protagonisti il Ministero della Salute, la Regione Veneto, la Regione Lombardia e la Provincia Autonoma di Trento.
Il tavolo verificherà la "salute" del lago, compreso il fondale, dove la diossina, non solubile in acqua, si deposita, e dove vivono le anguille.
Il Ministero della Salute fa sapere in una nota che è fondamentale "il livello di collaborazione instaurato tra le diverse Istituzioni per l'individuazione delle cause dell'inquinamento e per garantire la sicurezza dei prodotti pescati, delle acque e dell'ecosistema del Lago di Garda, uno dei più belli al mondo".
Il Sottosegretario Francesca Martini, dopo la riunione istituzionale ha commentato: "Sono sicura che nei tempi brevi, definiti dal programma di campionamento, potremo dare una risposta tecnicamente e scientificamente ineccepibile alla possibile presenza di diossina nelle anguille del Lago di Garda. Tenendo ben presente il principio di precauzione, verranno adottate, se necessario, immediatamente le idonee misure di gestione a tutela della salute pubblica".

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