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Diossina: dopo le uova, i maiali. In Germania assalto al bio

Non bastavano le uova alla diossina, ora arrivano anche i maiali e i consumatori in Germania assaltano i negozi che vendono carne e uova "biologica" perché un maiale che viene nutrito di "grassi utilizzati nell'industria della carta" non solo è "alla diossina" ma sa anche di cartone.

Dalle uova alla carne di maiale contaminata (anch'essa dalla diossina) il passo era breve, come il nostro blog aveva facilmente previsto negli scorsi giorni ("Uova alla diossina: arrivate in Italia, ma poche poche" http://is.gd/kzmF1 e altri http://is.gd/kzqW1).
Ed ora è ufficiale: maiali tedeschi sono stati trovati con altissimi tassi di diossina nelle loro bianche carni.
Ed in Germania sta scoppiando il panico tra i consumatori che prendono d'assalto i macellai "biologici" perché anche la carne degli intelligentissimi suini è stata avvelenata dagli stessi mangimi dati alle povere galline ovaiole. Si tratta di "grassi usati nella produzione della carta" che sono finiti, non si sa come, nei mangimi degli animali. Come per rispettare il detto "ciò che non strozza ingrassa".
La filiera dell'allevamento senza scrupoli (perché l'ipotesi che ci siano stati "errori fatali" perde sempre più di credibilità), che ovviamente non è presente solo in Germania, ora rischia di rovinare la salute di migliaia di cittadini. La diossina difatti, in piccole quantità si accumula inesorabilmente nei grassi del corpo ed è molto difficile (se non impossibile) da "eliminare" per l'organismo.
La scoperta in Germania di "maiali alla diossina" fa sorgere poi un'altra domanda lecita.
Quanti maiali teutonici sono finiti in Italia? Difatti la "carne di maiale e i salumi" non hanno obbligo di etichettatura.
E pertanto l'origine del maiale, a meno che non sia specificatamente italiano (i produttori italiani assicurano che chi mangia maiale tricolore non corre nessun pericolo), potrebbe essere tedesca. Potrebbe anche essere un salume fatto in tempi non sospetti o una carne lavorata di maiale che fa da ripieno a qualche gustoso manicaretto surgelato. Tutti i dubbi sono leciti ed è un diritto porseli, perché al primo posto deve essere messa la salute del cittadino.
Per ora il Ministero della Salute non pubblica nessuna novità specifica sui "maiali alla diossina" ma si ferma alla nota di ieri "Incidente diossina in Germania: informazioni ai consumatori" (http://is.gd/kzsrf) che tranquillizzava la popolazione per le misure effettuate: "Sono state poste sotto sequestro, a scopo precauzionale, e a controllo analitico complessivamente 4.709 aziende avicole, suine e bovine da parte delle Autorità tedesche. E' stata vietata la commercializzazione dei prodotti da tali aziende, sino a che non saranno disponibili gli esiti analitici. I Paesi coinvolti dalla rete di commercializzazione di prodotti derivati da animali alimentati con i mangimi contaminati, risultano essere oltre la Germania, l'Olanda ed il Regno Unito. Ad oggi, pertanto le Autorità tedesche hanno escluso l'invio in Italia di alimenti o mangimi contaminati".
Quando l'italiano medio sentirà l'odore del panico? E' solo questione di tempo. Poi tornerà tutto come prima, a respirare a pieni polmoni la diossina degli zingari senza scrupoli che bruciano cavi elettrici e il vicino di casa che appicca il rogo al mucchio di monnezza del Vicolo Cieco.

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