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Campania: diossina e arsenico nella norma. A breve rapporto sul web

Un articolo de L'Espresso aveva reso noto che vi era un "rapporto nascosto da mesi nei cassetti della Regione Campania", sui livelli di diossina e arsenico nel sangue dei campani. Nessun "allarme sanitario", precisava. Ma allora perché non renderlo pubblico?

Il 24 marzo L'Espresso pubblica un articolo, a firma di Emiliano Fittipaldi, che spiega che "c'è una rapporto nascosto da mesi nei cassetti della Regione Campania. Si chiama Sebiorec, ed è uno dei più imponenti studi epidemiologici con biomarcatori mai fatti in Italia. Dice che c'è diossina cancerogena nel sangue di napoletani e casertani, c'è troppo arsenico nell'acqua e non mancano, in alcuni comuni, i velenosi Pcb". Un rapporto che evidenzia come non esisterebbe un "allarme sanitario" in Campania ma che fornisce anche dati non "tranquillizzanti", come spiega il giornalista (http://is.gd/EknTSQ). Un rapporto costato 250mila euro, con tanto di sito internet mai entrato in funzione. Come riporta L'Espresso, a Villaricca e Qualiano la presenza di arsenico sarebbe da priorità "alta" mentre "nel sangue degli abitanti di Pianura" sarebbero state trovate "quantità di diossina tipo 'Seveso' " (diossina 2,3,7,8-Tcdd) e le analisi evidenzierebbero una relazione con la percentuale media di consumo di mozzarella, che assume valori più elevati a Napoli (località Pianura) e Nola". Anche "La presenza nel sangue dei Pcb è collegabile 'alla percentuale di consumo di verdure' - spiega sempre Emiliano Fittipaldi - E questo accade in molti paesi e città noti alle cronache per casi di inquinamento da rifiuti tossici: Castel Volturno, Villa Literno, Mugnano".
Immediata la risposta de la Regione Campania che in una nota sul suo sito specifica che "Dai dati del progetto 'Sebiorec' (Studio epidemiologico di biomonitoraggio della Regione Campania) emerge che i contaminanti organici, le cosiddette 'diossine', rientrano nella normalità. La loro incidenza è infatti la stessa di quella riscontrata nell'ultimo decennio nelle ricerche effettuate su altri 'campioni' di popolazione nazionale ed internazionale".
La Regione Campania, che annuncia che i dati verranno "presentati al pubblico dall'Istituto Superiore della Sanità nella prima quindicina del mese aprile" e in seguito "il rapporto potrà essere consultato anche via web", sottolinea anche che "i dati relativi ai livelli di arsenico, cadmio, mercurio e piombo, rilevati nel sangue della popolazione generale residente nelle aree prese in considerazione, sono in linea con le concentrazioni esistenti negli altri Paesi, e non determinano, seppur con qualche variazione locale, livelli di allarme sanitario".
L'articolo de L'Espresso è quindi servito per aver finalmente pubblico il rapporto, in maniera tale che chiunque (giornalista e cittadino) possa non solo consultarlo, ma eventualmente approfondire alcuni punti evidenziati da Fittipaldi, carta alla mano.

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