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Digitale Terrestre in Lombardia: quello che i lombardi non sanno

Digitale terrestre, ma molto terrestre. I lombardi si accorgeranno di quanto fosse bella ed efficiente la televisione "del passato" che anche con la rete del letto come antenna prendeva almeno i telegiornali.

Switch-off per le famiglie lombarde, un termine tecnico inglese che segna lo "spegnimento" della "vecchia" televisione analogica, quella che, anche se "prendeva male", si vedeva (o a limite si sentiva comunque).
La trasmissione televisiva sarà in queste ore sostituita, anche in Lombardia, con quella nuova, "digitale" che in questi giorni promette, almeno al nord, una vera rivoluzione.
E invece, parola di quelli che ci combattono già da un anno il digitale terrestre porterà dei classici problemi che vi faranno odiare questa nuova (ma già obsoleta) tecnologia.
Il primo problema è quello di comprare un "decoder" ovvero uno scatolotto per vedere la "nuova televisione" ma qui incominciano i guai. Ma "quale decoder scegliere?" Per la maggior parte delle persone la scelta è obbligata, il meno costoso.
Il secondo problema è "settare" il decoder che non è sempre semplice ed intuitivo a partire dal tasto di accensione e spegnimento che non è sempre presente nello "scatolotto".
Il terzo problema è avere due telecomandi, uno per accendere il "vecchio televisore" e aumentare il volume, l'altro del telecomando del "decoder" che serve per cambiare canale, per programmare il decoder stesso e per alzare (anch'esso) il volume.
Il quarto problema è che avendo "due volumi" la loro differente amplificazione potrebbe portare a dei fenomeni di "ronza" che avranno il loro "ronz sonico" sulle trasmissioni che hanno troppi "bianchi". Questo problema si risolve (parzialmente) giocando con i due volumi (cioé del decoder e della TV).
Il quinto problema è che non tutti i canali televisivi che vi aspettavate (compresi quelli importanti) si vedono o si vedono perfettamente. Vedrete squittii e quadratoni, immagini e audio impossibili da seguire e addirittura, a seconda del tempo che fa, i canali potrebbero sparire. Così voi "riprogrammerete" come un riflesso condizionato e quei canali verranno "saltati" dal decoder".
Il sesto problema è dovuto al quinto, ovvero chiamare l'antennista (con varie scocciature condominiali) che sicuramente vi dirà che dovete spendere per un amplificatore di segnale, e se è un tignoso, vi annuncerà anche che dovrete comprare un nuovo decoder, e se avete due lire in più vi consiglierà di buttare tutto e di comprare un bel LCD nuovo con decoder integrato.
Il settimo problema è che avrete sempre gli stessi canali ma "moltiplicati" come un Gremlin di Joe Dante che si è trovato a bagnarsi dentro Videodrome di Carpenter. Cioé avrete il tradizionale canale ACME spalmato su ACME+1, ACME_TEST, ACME 1, ACME 2, ACME 3, ACME 4, ecc. dove se va bene il palinsesto è duplicato in tempo reale, quando va male sono tutti neri. Altri canali sono neri perché a pagamento. Farete comunque indigestione di televendite e film in bianco e nero degli anni trenta, mandati in onda spesso solo per "tenere in caldo" la frequenza (che prima o poi sarà venduta).
L'ottavo problema è quello che consumerete molta più elettricità con lo standby del decoder e più batterie per alimentare non più uno ma due telecomandi, senza contare l'ovvio rischio di rotture moltiplicate per due.
A cominciare da lunedì i lombardi potranno continuare questa lista di problemi che attanagliano le altre regioni che sono passate, obtorto collo, alla tv digitale terrestre. Ma molto terrestre.

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