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Decoder digitale: contributo da recuperare

L'UE stabilisce che il contributo per l'acquisto dei decoder è un aiuto di Stato e deve essere recuperato perchè ha avvantaggiato solo gli operatori via cavo rispetto alle emittenti satellitari.

La Corte di giustizia dell'Unione Europea ha stabilito che il contributo italiano per l'acquisto dei decoder del digitale terrestre è un aiuto di Stato e quindi ora deve essere recuperato. Quindi il ricorso fatto da Mediaset è stato respinto.
Il Tribunale dell'Unione Europea dichiara che il contributo messo a disposizione ha favorito le emittenti digitali terrestri e agli operatori via cavo rispetto alle emittenti satellitari, che non hanno avuto questo stesso vantaggio.
Fu la legge finanziaria del 2004 ha stabilire il contributo pubblico di 150 euro da assegnare ad ogni persona che ne avesse fatta richiesta per l'acquisto di un apparecchio di ricezione del digitale terrestre. Il passaggio dalla tv analogica a quella digitale è cominciata, ricordiamo, nel 2001 e sarà completato in tutta Italia nel 2012.
Poi lo stesso aiuto fu rifinanziato l'anno successivo (2005) ma per 70 euro.
Solo che tale contributo di Stato è stato emesso per le emittenti digitali terrestri che offrivano servizi di televisione a pagamento (visto che il decoder per i canali free costa al massimo 39,00 euro) e quindi era un vantaggio rispetto alle emittenti satellitari.
Al dossier aperto dalla Commissione Europea ha poi fatto seguito un procedimento dove si ravvisava una distorsione della concorrenza, visto che i contributi erano indirizzati solo ai decoder per il digitale terrestre e non anche a quelli per la ricezione satellitare. E ora il procedimento si è concluso davanti alla Corte di giustizia dell'UE.

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