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Berlusconi: asta onerosa per frequenze TV? Andrebbe deserta

Antonio Di Pietro, rimasto orfano del suo storico nemico, sembra tenti di riesumalo. Ma Silvio Berlusconi replica alla polemica sul beauty contest per la distribuzione delle frequenze tv liberate dal digitale attraverso poche battute.

La manovra "salva Italia" come l'ha ribattezzata Mario Monti al momento della presentazione, sembra sempre di più tutto fuorché "equa", come invece la vede l'economista. Antonio Di Pietro, nonostante dovrebbe entrare in futuro nel "nuovo Ulivo" (leggi "Bersani, Di Pietro, Vendola e il Nuovo Ulivo. Casini: non condivido" http://is.gd/94ddr7), sembra voler far il cosiddetto "bastian contrario", e anche rischiando di veder saltare la futura coalizione (leggi "Bersani "intimidatorio" verso Di Pietro. La parola passa a Vendola" http://is.gd/nE995h), continua a minare la "pax montiana", per dirla alla Sabina Guzzanti. A Di Pietro la manovra così com'è sembra non piacere, e continua a battere in particolar mondo su un punto, e cioè sul fatto che "le frequenze televisive erano gratuite quando il padrone di Mediaset era presidente del Consiglio e lo sono rimaste, nonostante l'emergenza, anche adesso che se ne è andato", tanto che dal suo blog tuona: "Fare cassa a spese dei poveracci sì, ma un'asta per far pagare i diritti televisivi, che per Mediaset sono gratuiti, no. E sì che qualche soldino sarebbe entrato! In Germania l'asta ha portato allo Stato 4,4 miliardi di euro, negli USA 20 miliardi di dollari". Tanto che qualcuno ipotizza già che Di Pietro, rimasto orfano del suo storico nemico, cerchi in qualche modo di riesumarlo. Ma Berlusconi non sembra aver voglia di continuare un duello che sa ormai di stantio, limitandosi ad esprimere una sua opinione. "Temo che se ci fosse da fare una gara sulle frequenze potrebbe essere veramente disertata da molti" spiega da Marsiglia, per partecipare al vertice del Ppe, sottolineando: "Temo però che il problema siano i contenuti più che il costo delle frequenze visto che si è sviluppata così tanta concorrenza e Sky ad esempio ha rinunciato ad una gara molto onerosa". Il Cavaliere, in poche parole, sembra anticipare che se l'attuale beauty contest per la distribuzione delle frequenze tv liberate dal digitale fosse trasformato in un'asta onerosa, questa potrebbe andare deserta, spiegando che personalmente non ha "affrontato il problema" ma concludendo: "Per quello che ne so io c'è anche molta incertezza nell'azienda che fa capo a me, di cui tra l'altro non mi occupo. C'è molta freddezza". Ma a cercare di riportare la pace arriva Pier Ferdinando Casini dell'Udc che invita tutti "ad evitare polemiche" per "fare le cose una per volta" ammettendo: "Il quadro dell'appoggio al governo, è complesso ed ampio. E' meglio agire sulle cose sulle quali siamo d'accordo che puntare su quelle che potrebbero dividerci".

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