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Spinaci: da Pisellino a Braccio di Ferro con 200-300 g di insalata?

Spinaci per un Braccio di Ferro, questa la nuova scoperta della scienza che non rivaluta la celebre verdura per il suo contenuto di ferro ma per i suoi nitrati inorganici che sembra facciano funzionare meglio i mitocondri.

Una corsa dai fruttivendoli di tutta Italia con la richiesta di chili di spinaci freschi fa sospettare che la notizia si stia davvero diffondendo a macchia d'olio.
Un filo d'olio sarebbe infatti indicato per la "new wave" scientifica che vuole gli spinaci vero "integratore" naturale per muscoli più forti e possenti.
La notizia che impazza su internet e sui forum di body building, riporta sugli altari della scienza i "poveri" spinaci che erano stati massacrati dai saputelli 2.0 che smitizzavano questa gustosa foglia, ridacchiando sulla loro connessione con Braccio di Ferro (che li consumava in scatola probabilmente pastorizzati) che non era "scientificamente valida".
Difatti il tenore di ferro contenuto negli spinaci era sovrastimato (fino a 10 volte maggiore della realtà) per un banale errore di trascrizione sul quaderno di laboratorio degli eroici scienziati della fine del 1800, quando si incominciò "analiticamente" a misurare le proprietà delle verdure.
Ovviamente l'errore fu scoperto (come spesso accade anche oggi) dopo moltissimo tempo, ma la leggenda di Braccio di Ferro e dei suoi barattoli allevò generazioni di esseri umani condizionati da questo simpatico marinaio di cartone.
Ma ecco che il celebre e serissimo Karolinska Institutet, noto anche per altre centinaia di studi che popolano internet, ridà giustizia e onore allo spinacio (e in verità anche ad altre verdure a foglie verdi) con una ricerca scientifica pubblicata da Cell Metabolism (http://is.gd/uTUsKs).
La ricerca rivela sostanzialmente che i nitrati inorganici assunti con gli spinaci (e anche con altra verdura, ad esempio lattuga e bietole) farebbero respirare "meglio" i mitocondri (in realtà sembra che consumino meno ossigeno) a tutto vantaggio della riduzione dello sforzo fisico.
Ovviamente si tratta di piccolissime dosi di nitrati inorganici (sino ad ora associati ad effetti avversi sulla salute) ma che la ricerca "rivaluta" perché assunti con il cibo si trasformano, grazie ai batteri che abbiamo nel cavo orale, in ossido nitrico, molto prezioso, dicono i ricercatori, per l'organismo. Il meccanismo è chiaramente comprensibile appieno solamente da un biologo e gli stessi ricercatori invitano a non strafogarsi di spinaci perché non servirebbe a niente.
Per fare un esempio, nell'esperimento curato da Eddie Weitzberg, i ricercatori hanno studiato i volontari che assumevano il corrispondente di nitrati inorganici contenuti in 200-300 grammi di spinaci o di insalata, per tre giorni. Dosi quasi "omeopatiche" rispetto a quelle di Popeye.
Ai vari Pisellino, che credevano di pomparsi mangiando spinaci, non rimane che da sudare in palestra.

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