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Pesce: fritto perderebbe Omega 3. Al cenone meglio bollito

Stop al pesce fritto, sì al pesce bollito con un filo d'olio. Una ricerca americana mette in guardia dal pesce fritto che avrebbe contrubuito a creare negli USA una "cintura dell'ictus". Ma le domande rimangono tante e vengono mormorate su tetti.

Durante le feste c'è sempre la ricerca sulle fritture che dovrebbe servire come monito alle tavolate delle feste che mangiano gamberi con la buccia e le teste di pesci fritti imbibiti d' olio.
La frittura di pesce farebbe male, se consumata in modo eccessivo, e ce lo ricordano gli americani della "American Academy of Neurology" che hanno notato che negli USA esiste una vera e propria "cintura dell'ictus" ovvero una serie di Stati americani dove si è soliti consumare questa saporita pietanza.
Friggere il pesce farebbe deteriorare gli acidi grassi Omega 3 e quindi il pesce fritto non avrebbe le stesse caratteristiche salutari del pesce bollito.
E quindi, pentiti dal pesce fritto ingurgitato a Natale, al cenone meglio fare una gigantesca sperlunga di pesce di paranza bollito con un filo d'olio di extravergine.
Ovviamente negli Stati Uniti la ricerca dovrebbe riflettere anche su come il pesce viene fritto, quale olio si usa, quale pastella si utilizza, per quanto tempo viene fritto, dove il pesce è pescato, quale specie di pesce è preso in considerazione, se il pesce è fresco, se è congelato o surgelato e se si da quanto, quanto pesce viene mangiato a porzione, quanto è inquinato il pesce alla fonte, quali sono le abituditi alimentari pregresse del campione, quali sono le bevande associate al pasto di pesce fritto, e altre mille domande. Ma si sa, i ricercatori italiani stanno sui tetti, quelli che ci inviano le ricerche sul pesce fritto stanno negli USA. Medidate gente, meditate.

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