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Le cavallette di nonna Pina: nel novel food non solo insetti, anche il Bilderberg

L'invasione di cavallette sulle nostre tavole pianificata dall'europarlamento ha il sapore "nuovo" e trendy di due parole: "novel food". I "nuovi alimenti" dall'Expo fino alla Scienza sono benedetti per sconfiggere la fame nel mondo, invitando al piatto unico di larve ogni abitante della Terra. Ma oltre gli insetti l'Europa apre alle nanotecnologie negli alimenti e ai cibi sintetici. Si parla di carne clonata, bistecche al sapor di Bilderberg e latte materno munto da vacche (che non sono donne).

Una nuova parola chiave sta per essere installata nell'immaginario collettivo italiano: novel food. Ovvero "cibo nuovo" per il "Mondo Nuovo" ovviamente. Il nuovo diktat, che progressivamente si imporrà nella lunghissima filiera di programmi televisivi dove si cucina a qualsiasi ora, è mangiare insetti. Già, insetti, come ad esempio cavallette, grilli (secondo gli esperti è l'insetto più utilizzato dalla cucina europea), coleotteri (maschi e femmine, c'è differenza), larve del bambù (anche in versione gigante), termiti giganti, scorpioni (tostati o essiccati), bachi da seta, vespe giganti, tarantole, locuste, eccetera. Nel Mondo Nuovo gli insetti, una volta odiati e maledetti, dai tempi della Bibbia alle irrorazioni massicce di DDT degli americani nel dopoguerra, sono invece diventati non solo "buoni" ma benvenuti e commestibili anche qui in Europa. E per legge. E' notizia recente che l'assemblea plenaria del Parlamento europeo (con 359 sì, 202 no e 127 astenuti) ha approvato in prima lettura la procedura per l'autorizzazione semplificata dei "nuovi alimenti". Si è deciso comunque che l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), controllerà i novel food nel caso avessero effetti negativi sulla salute (umana).
Ma non sono solamente le gustose ricette con insetti commestibili ad entrare per legge sulle nostre tavole, ma anche, se l'EFSA consentirà, cibi sintetici (cioè interamente costruiti in laboratorio, come il pane di Indastria in "Conan il ragazzo del futuro" di Hayao Miyazaki), cibi che contengono nanomateriali, nuovi coloranti e qualcosa di ancora più inquietante che vedremo in seguito. Sicuramente l'Expo di Milano ha giocato un ruolo importante riguardo l'invasione delle cavallette sulle nostre tavole. Questa edizione dell'Esposizione universale che non ha costruito biosfere (Montreal, 1967), interi nuovi quartieri (l'EUR di Roma per l'Expo mancato del 1942), o la Torre Eiffel (Parigi, 1889), ma che astutamente ha optato per realizzare il più grande ristorante temporaneo della storia umana, si è dato anche il faticosissimo impegno di stilare la Carta di Milano. Una pomposa dichiarazione di intenti che oltre a ricordare nel preambolo che il diritto al cibo lapalissianamente "debba essere considerato un diritto umano fondamentale", sottolinea il desiderio che "tutti debbano avere accesso ad una quantità sufficiente di cibo, sano e nutriente, che soddisfi le necessità alimentari personali e permetta una vita attiva". E quale cibo può esserci per tutti "sano e nutriente", mantenendo il regime capitalistico e le ricchezze accumulate rubate ai poveri, se non gli insetti?

Eta Beta (Radio1 Rai) giusto un mese fa ricordava come "argilla, embrioni, locuste a noi occidentali fanno ribrezzo, ma nel mondo miliardi di persone si cibano così. E da Expo arriva il messaggio che, se vogliamo salvare il pianeta, sarà questo il futuro del cibo". Per questo il padiglione del Belgio all'Expo di Milano metteva in mostra come nel proprio Paese illuminato (vedi eutanasia per i bambini) dal 2011 è possibile commercializzare gli insetti commestibili. Nello stand c'erano almeno venti imprese che manco a dirlo sono quasi tutte startup (nel Mondo Nuovo un'impresa o è startup o non è) e vendono insetti ai supermercati e alla grande distribuzione in forma già semilavorata (farine di insetti, etc) o in packaging con all'interno gustosissimi snack o alimenti più classici (crocchette di grillo, pasta a base di camole della farina). Paradossale mangiare la pasta a base di vermi della farina, cioè fai mangiare la farina alle camole e poi te le mangi al posto del pane. Ma gli italiani sono pronti a gustare ciò che prima guardavano con terrore, spruzzavano con l'insetticida, schiacciavano con il tallone, fulminavano con la racchetta ad alta tensione, attiravano nelle trappole collose, irroravano negli orti, davano alla tartaruga o usavano per pescare?

La risposta prova a darla la Coldiretti che con un sondaggio in collaborazione con Iprmarketing certifica che "sono appena l'8 per cento gli italiani che assaggerebbero gli insetti mentre il 7% si farebbe tentare dai ragni fritti, mentre ben il 19% non esiterebbe a mettere nel piatto la carne di coccodrillo". Insomma la carne, per gli italiani, è sempre carne, anche se di coccodrillo, ma il sugo di larve ancora no, anche se l'8 per cento è un buon risultato. Roberto Moncalvo presidente della Coldiretti forse per questo mette le mani avanti: "Una corretta alimentazione non può prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale nei paesi del terzo mondo come in quelli sviluppati, a questo principio non possono sfuggire neanche bruchi, coleotteri, formiche o cavallette a scopo alimentare che anche se iperproteici sono però molto lontani dalla realtà culinaria nazionale". Ma se Expo ha insegnato che se vogliamo salvare il pianeta il futuro del cibo sarà un buon piatto di lombrichi all'amatriciana (lombrichi e bucatini sono quasi uguali, e il guanciale di Amatrice si può sostituire con una bella locusta soffritta e tagliata a tocchetti) gran parte della politica italiana (ma non bipartisan) dice no al novel food. "Da un lato l'UE si oppone alla promozione del Made in Italy, dall'altro sponsorizza minestra di cavallette e grigliate di vermi. Una chiara volontà di distruggere quanto di meglio ci sia in Italia e in Europa in favore di una cultura, anche enogastronomica, mondialista e anti identitaria" denuncia Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia. "La dieta mediterranea è la risposta di buon senso a chi ci invita a mangiare insetti, coloranti e materiali di laboratorio. Altro che novel food", risponde Forza Italia con Michele Boccardi. E Gian Marco Centinaio della Lega Nord riflette su cavallette e compagnia saltante con saggezza pavese: "Provo un certo disgusto nel leggere che l'europarlamento ha approvato che insetti, alghe, vermi, larve e scorpioni, nanomateriali, cibi costruiti in laboratorio e nuovi coloranti potranno finire sulle tavole degli europei. E' vergognoso che gli europarlamentari del PD abbiano votato a favore di questa schifezza".

Ma si sa che nel Mondo Nuovo il "popolo bue" (essendo di carne rossa è anche "probabilmente cancerogena per l'uomo") deve diventare il "popolo larva". Come ci si riuscirà? Come far passare l'italiano tuttora semianalfabeta (funzionale e non) dal culatello allo scorpione affumicato? Ma ovviamente con la stessa tecnica con cui già l'Italia si è potuta trasformare da una generazione di Adriano Olivetti in una generazione di Pinco Pallo (il lettore sostituisca il nome di fantasia con un personaggio famoso a sua scelta, o anche con un vicino di casa). Basterà giusto qualche anno di Antonellina che canta "la cavalletta di nonna Pina", a far andare a ruba questi celiferi gratinati con il ragù. Qualche cantata del "coccodrillo come sa", e non saranno più in molti che non lo sapranno. Chi non sarà d'accordo con "l'effetto vitamina" di cavallette ragni e scorpioni sarà presto etichettato come un conservatore, integralista, troglodita, vecchio, sorpassato italiano. Anche perché la Scienza (e pensate ad un personaggio che in TV incarna la scienza e che alimenta le nonne Pine con il suo sapere compassato) è assolutamente dalla parte degli insetti. Sempre all'Expo a fine ottobre si è tenuta una conferenza intitolata "Research, suistainability and innovation in new foods" che come dicevano una volta i nostri nonni, cade proprio a fagiuolo (cade a larva, si dirà tra poco). All'evento a cui non poteva mancare uno chef (Gennaro Esposito del ristorante Torre del saracino di Vico Equense) si è parlato "delle opportunità offerte dal novel food come fonte di nutrimento alternativo per integrare i cibi tradizionali in vista della crescita della popolazione, per contrastare la malnutrizione e come esempio di sostenibilità ambientale". L'evento molto interessante era organizzato in collaborazione con Euromarine (Eu), Archimede ricerche e la Fao e moderato da Massimiliano Mizzau Perczel del Cnr, con il coordinamento di due ricercatrici del Consiglio nazionale delle ricerche, Graziella Chini Zittelli dell'Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise-Cnr) e Antonella Leone dell'Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa-Cnr).

I comuni mortali non scienziati che hanno partecipato alla conferenza avranno finalmente compreso ad esempio come le meduse, da cui istintivamente si scappava a bracciate, è meglio d'ora in poi raccoglierle avidamente col retino. Antonella Leone ha spiega come "le meduse possono trasformarsi da disagio in risorsa" chiarendo che "nel Mediterraneo ci sono centinaia di tonnellate di biomassa di questi cnidari, costituiti essenzialmente da acqua e proteine, soprattutto collagene, con efficace attività anti-ossidante. In particolare, molecole estratte dalla Cassiopea mediterranea (Cotylorhyza tuberculata) mostrano una significativa attività anti-cancro contro cellule di carcinoma mammario umano. Alcune specie, inoltre, per l'abbondanza di composti bioattivi, potrebbero rappresentare nuove fonti alimentari, o mangimi alternativi, e una preziosa risorsa di sostanze naturali di interesse biotecnologico, nutraceutico, nutracosmeceutico". E gli insetti? Francesco Gai dell'Ispa-Cnr assicura: "Sono circa due miliardi le persone che, in più di 90 paesi, si nutrono di insetti. Questi animali secondo la Fao possono rappresentare un'opportunità percorribile per migliorare lo stato di nutrizione nelle popolazioni dei paesi in via di sviluppo: sono infatti ricchi di proteine e grassi 'buoni', di calcio, ferro e zinco". Francesco Loreto, direttore del Dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Cnr quindi osserva: "In un mondo sempre più affollato cresce l'esigenza di sfamare gli uomini con nuovi cibi. La ricerca può dire molto in questo settore, caratterizzando le proprietà nutritive e organolettiche dei nuovi cibi e fornendo informazioni sulla loro salubrità. Le sorprendenti proprietà nutritive di alcuni cibi largamente disponibili ma culturalmente assenti dalla dieta dei popoli occidentali, come insetti, meduse e alghe, meritano di essere valorizzate".

Ma i malpensanti non ci stanno. Non solo provano ribrezzo per i lombrichi all'amatriciana ma pensano anche che, data la crisi economica mondiale, che si stima ormai sempiterna, livellare il nostro stile di vita (in primis il cibo) a quello dei Paesi del Terzo Mondo, sarebbe la strategia di "decrescita infelice" escogitata da chi governa il mondo. Sarà solamente chi governa il mondo (e lascia alle popolazioni le termiti da succhiare) a trarne beneficio economico. Anche perché oltre il muro degli insetti, con la sua decisione l'Europa ha detto sì anche alla carne proveniente da animali clonati (clonazione animale per cui ancora non esiste legge), e di conseguenza anche alla carne sintetica. Chi pensasse che il Parlamento europeo abbia peccato di fantascienza, non immagina gli enormi interessi che i produttori di "pane alla Conan" hanno nel "synths food". Con questa legislazione si apriranno le porte delle cucine per esempio alle bistecche di carne stampata in 3D. Per chi non lo sapesse anche la bistecca stampata da una "3D printer" è stata presentata pochi anni fa come "il cibo del futuro" e non a caso le ricerche per la sua produzione sono state finanziate da Peter Thiel, cofondatore di PayPal, membro del Gruppo Bilderberg. Ma ci sarà anche spazio per la carne sintetica prodotta con le cellule staminali bovine, magari saltata in padella, come promesso, dal famoso "molecular gastronomist" Heston Blumenthal. Come gustoso quanto raccapricciante sarà il latte materno prodotto da Rosita, che non è una nutrice argentina, ma una mucca OGM (a cui sono stati impiantati geni umani) che i laboratori biotech stanno allevando. Senza però dimenticare che dai laboratori biotech potranno uscire anche delle leccornie per la "nuova umanità", quella strisciante, che si salverà mangiando insetti come le bisce. La McGill University in Canada ha "ricordato" a degli imenotteri la loro passata grandezza (tratti genetici risalenti tra 35 e i 60 milioni di anni fa) producendo delle formiche giganti9 degne della fantascienza pulp degli anni '40. La morte loro (e la salute nostra, direbbe l'Europa) è certamente impanata e fritta.

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