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INRAN "incontra" Eataly: "Mangiare bene è questione di scienza"

I precari dell'INRAN sono andati a trovare Eataly a Roma. L' "eccellenza della ricerca in nutrizione in Italia" incontra l'"eccellenza gastronomica e alimentare italiana". Solamente che la prima eccellenza era munita di provette, alambicchi ed altri 'attrezzi del mestiere' ed urlava: "Mangiare bene è questione di scienza", e "Salviamo i precari per salvare la Ricerca Pubblica in Nutrizione".

L'INRAN l'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione è stato soppresso dal governo Monti nel luglio scorso, nell'ottica della spending review. L'Istituto era famoso nel mondo per le sue ricerche scientifiche sull'alimentazione e per la diffusione della dieta mediterranea. "Rischiano di scomparire le competenze scientifiche e un'eccellenza della ricerca in nutrizione in Italia" avevano scritto i suoi dipendenti (400 lavoratori di cui 120 precari) in una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Mario Monti, ma questo "rischio" per il Paese evidentemente non è bastato. Lo smantellamento dell'Italia, delle sue eccellenze, delle sue tradizioni e del suo futuro, a cominciare dalla scuola e dagli istituti di ricerca, sembra infatti avanti inesorabilmente, non si sa per quale fine, se non quello, dichiarato, dell'impossibile (umanamente) "pareggio di bilancio". L'USB, Unione Sindacale di Base, dà notizia che un gruppo di lavoratori dell'INRAN, per farsi sentire, si è recato pacificamente venerdì 23 novembre ad Eataly Roma, all'ex air terminal Ostiense, ritenuto il "simbolo dell'eccellenza gastronomica e alimentare italiana". Le due eccellenze quindi si sono "incontrate". Da una parte i lavoratori dell'INRAN e dall'altra quella di Eataly Roma. Come si legge in una nota del sindacato i precari, muniti dei loro "attrezzi del mestiere", tra cui provette ed alambicchi, sono entrati nel nuovo tempio del mangiar bene al grido di "Mangiare bene è questione di scienza", e "Salviamo i precari per salvare la Ricerca Pubblica in Nutrizione". I precari del soppresso INRAN, con un timbro di scadenza sulle spalle, organizzati con l'USB P.I. Ricerca, "hanno così inteso dare risalto alla loro lotta contro la dispersione di attività, competenze e saperi, che mette a rischio la specificità e la sopravvivenza di questo settore scientifico", si legge nella nota. Dall'"incontro" tra INRAN ed Eataly è infatti scaturito, in un certo qual modo, un paradosso cruciale, sintetizzato da USB in questo modo: "L' Italia viene riconosciuta come Paese di eccellenza gastronomica, alimentare e nutrizionale, frutto di tradizioni, risorse naturali e dedizione. Ma nonostante questo il governo Monti ha soppresso l'Istituto cinque mesi fa, e non sono stati ancora emanati i decreti attuativi per ricollocare personale e risorse presso gli enti di destinazione, lasciando di fatto l'INRAN in una situazione di stallo scientifico ed amministrativo. Sono i precari i primi a fare le spese di questa situazione: circa 100 fra ricercatori, tecnici e amministrativi, di età media sui 37 anni, tutti altamente qualificati e tutti in 'scadenza' il prossimo 31 dicembre". Le ricadute sui cittadini italiani dalla soppressione dell'INRAN non saranno solamente "scientifiche" ma anche culturali. Dove finiranno le banche dati e tutti i materiali prodotti dall'Istituto in questi anni? Nessuno lo sa. Sicuramente "spariranno" alla consultazione del cittadino, un impoverimento di fonti sempre più vergognoso rispetto a Paesi come la Francia e la Gran Bretagna. Ma tanto in Italia, forse, deve bastare Wikipedia, così come ci si deve abituare alle gioie del fast food.

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