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Insulina orale: una pillola al posto della siringa per diabete tipo 2?

Il sogno di buttare via le siringhe per una comoda pasticca sta diventando una realtà grazie alla ricerca israeliana. Superata la sperimentazione clinica di Fase IIB, l'insulina orale continua a dare buoni risultati. La casa farmaceutica Oramed "non vede l'ora" di passare alla Fase III della ricerca per vendere a milioni di pazienti "l'impossibile" insulina per bocca.

Il diabete di tipo 2 potrebbe essere trattato con una pillola di insulina da assumere per via orale. Sino ad ora tutti i tentativi fatti per assumere insulina tramite una pasticca erano falliti perché l'insulina veniva distrutta dai succhi gastrici prima di arrivare nell'intestino. Una azienda israeliana sembra invece riuscita nell'intento di creare "l'insulina orale" annunciando di aver superato la fase Fase IIB della sperimentazione clinica.

Per i non addetti ai lavori, superare la Fase IIB significa che il farmaco in oggetto viene sperimentato sugli esseri umani, che è stata calibrata una dose "giusta" da usare nelle fasi successive della ricerca e, soprattutto, ci si è sincerati della relativa "non tossicità" del farmaco. Ma soprattutto l'insulina per bocca israeliana avrebbe dimostrato di controllare in modo stabile la glicemia, con un basso rischio di portare a crisi ipoglicemiche.

Lo studio randomizzato a doppio cieco è stato effettuato negli Stati Uniti ed ha coinvolto, per 28 giorni, 180 pazienti che soffrono di diabete di tipo 2. Le "cavie" andavano a dormire prendendo una pasticca di ORMD-0801 (da 16 o da 24 mg), e nel corso dei giorni la pasticca ha dimostrato di ridurre, rispetto al placebo, i livelli medi di glucosio durante la notte.

L'insulina orale sarebbe la fine di un incubo per i milioni di uomini e donne che soffrono nel mondo di diabete di tipo 2 (diabete mellito non insulino-dipendente, NIDDM). Per molti di loro, costretti alle siringhe, significherebbe prendere una pillola al posto della scomoda iniezione. I ricercatori israeliani sono molto ottimisti sui risultati, e sottolineano come l'insulina per via orale sarebbe "migliore" per l'organismo dato che andrebbe a finire nel fegato (com'è naturale che sia), a differenza delle iniezioni che fanno entrare l'insulina direttamente nel circolo sanguigno.

I risultati dell'insulina per via orale rappresentano "un evento di trasformazione nel trattamento del diabete di tipo 2" ha dichiarato Nadav Kidron, amministratore di Oramed. "Siamo molto soddisfatti e non vediamo l'ora di effettuare gli studi clinici di Fase III", conclude.

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