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Serie A, Milan-Inter 0-1: Milito torna Principe, Ranieri uomo derby

Dopo aver vinto quattro stracittadine a Roma, Claudio Ranieri torna uomo derby anche con l'Inter che ha battuto ieri sera il Milan nella gara valevole per la 18esima giornata di Serie A. L'1-0 finale lo ha messo a segno Diego Milito che, con 4 gol in 3 partite, torna "El Principe" dei tempi del Triplete. Con questa sconfitta il Milan perde la vetta della classifica, mentre l'Inter sale a -6 dalla Juventus capolista e può sognare lo scudetto.

Il derby di Milano va a l'Inter, i tifosi nerazzurri esultano ma è la notte di Claudio Ranieri e Diego Milito. L'1-0 con il quale il club di via Durini conquista il quinto successo di fila è infatti soprattutto merito di due uomini, uno che siede in panchina e un altro che governa l'attacco. Dopo aver vinto quattro stracittadine durante l'esperienza romana, Ranieri si dimostra infatti uomo derby, capace di prendersi sulle spalle una squadra ai margini bassi della classifica fino a portarla a lottare per lo scudetto. Nel match di ieri sera il tecnico di Testaccio dimostra inoltre un gran coraggio a tenere in panchina due campioni come Sneijder e Forlan per mantenere l'equilibrio della squadra. Poteva essere inondato di polemiche, ma alla fine ha avuto ragione, forte soprattutto di un ritrovato "primo attore". Milito segna contro il Milan il suo quarto gol in tre partite, confermando di essere tornato più che mai decisivo. Di essere tornato "El Principe". L'attaccante argentino prende per mano il reparto offensivo dell'Inter, gioca e fa giocare, e quando è chiamato in causa non sbaglia, anzi è letale. Letale come l'errore di Abate in occasione del gol (minuto 55), nella quale lo stesso Milito ringrazia e trafigge Abbiati con un sinistro di precisione "chirurgica". La rete del Principe è quanto basta all'Inter per portarsi a casa derby e gloria, a discapito di un Milan che sì fa la partita, ma è davvero troppo poco lucido sottoporta. Se Ranieri può puntare sul cuore di Milito, l'allenatore rossonero Massimiliano Allegri ieri ha puntato tutto su quello di Pato, fresco di dichiarazione d'amore verso la società rossonera. Il "Papero" è effettivamente il più in "palla" dei suoi, ma quando c'è da concludere gli errori grossolani si sprecano. Ha il merito di imbeccare Van Bommel nell'occosione più nitida milanista, con l'olandese che stampa il suo destro sulla traversa della porta difesa da Julio Cesar. Ibrahimovic è evanescente, prova qualche giocata ma non è mai incisivo. Il Milan prova così a trovare il pari negli ultimi minuti con El Shaarawy al posto di Pato e Robinho al posto di Zambrotta. Proprio il ragazzo classe '92 regala al brasiliano l'ultima chance per rossoneri, ma l'ex Real Madrid spara addosso a Julio Cesar. Al triplice fischio l'Inter può così esultare non solo per aver battuto la prima della classe (da ieri seconda) ma anche per aver confermato quelli che Ranieri ha chiamato "passi da gigante". "Piano piano stiamo trovando le energie giuste - ha commentato nel post-partita il tecnico nerazzurro - e le cose iniziano ad andare bene". Si mantiene con i piedi per terra Ranieri, non vuole nemmeno sentire parlare di scudetto: "Preferisco non pronunciarla quella parola - ha confessato - Là davanti corrono, oggi abbiamo fermato il Milan e la Juve ha frenato. Prima per noi era importante entrare in zona Europa League, ora pensiamo alla zona Champions. Facciamo un passo alla voltra. L'Inter ce l'ha nel sangue lottare per le prime posizioni". La prima ora è a soli 6 punti, e con un intero girone di ritorno davanti lo scudetto non è poi così una "chimera".

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