le notizie che fanno testo, dal 2010

Depressione: efficacia dei famaci dipende anche dall'ambiente in cui si vive

Due studi dimostrano che i farmaci contro la depressione funzionano in base al contesto ambientale in cui vive il paziente.

"L'efficacia dei trattamenti antidepressivi serotoninergici dipende anche dal contesto ambientale in cui vive il paziente e, quindi, in cui i farmaci vengono assunti. Questo perché l'azione del farmaco consiste, almeno in parte, nell'aumentare la plasticità neurale, amplificando, in un ambiente favorevole, l'opportunità dell'individuo a ridurre o eliminare i sintomi della depressione" viene diffuso dall'Istituto Superiore di Sanità, riassumento i risultati di uno studio pubblicato su una delle più prestigiose riviste di psichiatria, Molecular Psychiatry, condotto da un'équipe internazionale di ricercatori, coordinati da Igor Branchi, del Centro per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale dell'ISS. Tale conclusione che è stata confermata inoltre in uno studio gemello condotto dagli stessi autori su pazienti depressi e pubblicato pochi giorni fa sulla rivista Translational Psychiatry.

"Gli SSRI - spiega Branchi - non risultano sempre efficaci. Per capirne i motivi, abbiamo ipotizzato come l'aumento della plasticità neurale indotta dal farmaco produca un aumento della suscettibilità agli stimoli ambientali. Di conseguenza, abbiamo analizzato, sia in modelli sperimentali sia in pazienti, il ruolo dell'ambiente nel determinare l'efficacia del trattamento. I risultati hanno dimostrato come il trattamento con SSRI aumenti in modo dose-dipendente l'influenza delle condizioni di vita sull'umore. Ciò è stato osservato sia su parametri clinici, quali la gravità della psicopatologia, che preclinici e molecolari, come i livelli di neutrotrofine e la neurogenesi".

"Queste scoperte - conclude il ricercatore - possono contribuire a migliorare la pratica clinica, mettendo a punto strategie terapeutiche basate sulla combinazione del trattamento farmacologico con un approccio terapeutico, come la terapia cognitivo-comportamentale, che permetta, a chi soffre di depressione, di affrontare ambienti di vita avversi ed eventi stressanti con maggiore successo, aumentando l'efficacia del trattamento".

"Lo stesso Editor-in-chief della rivista Molecular Psychiatry, il Professor Julio Licinio, dedica un editoriale al lavoro di Branchi e dei suoi collaboratori, in cui commenta come i risultati ottenuti possano spiegare la variabilità dell' efficacia del trattamento con gli antidepressivi e possano così rappresentare un passo importante per la comprensione del meccanismo di azione di questi farmaci" viene osservato.

"Infine, per capire la portata del problema, basti pensare che l'OMS ha definito la depressione una vera e propria emergenza sanitaria che colpisce 322 milioni di persone in tutto il mondo. Tale emergenza è aggravata dal fatto che circa il 60-70% dei pazienti trattati con il farmaco più comunemente utilizzato nelle principali forme di depressione, ovvero gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), non guarisce e il 30-40% non mostra neanche una risposta significativa al farmaco", si precisa.

© riproduzione riservata | online: | update: 29/04/2017

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Depressione: efficacia dei famaci dipende anche dall'ambiente in cui si vive
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI