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Depressione: colpiti 6 italiani su 100. Grande città è fattore rischio

Il sistema di sorveglianza "Passi" coordinato dal Centro Nazionale di Epidemiologia e Promozione della Salute (CNESPS) dell'ISS ha condotto uno studio sulla depressione, da cui risulta che il 6 per cento della popolazione italiana è affetta da disturbi ad esso legata.

Il sistema di sorveglianza "Passi" coordinato dal Centro Nazionale di Epidemiologia e Promozione della Salute (CNESPS) dell'ISS ha condotto uno studio sulla depressione, e dalle interviste telefoniche effettuate da operatori appartenenti a 138 ASL sparse sul territorio nazionale è risultato che ben il 6% della popolazione italiana (tra i 18 e i 69 anni) riferisce sintomi legati ad un umore depresso. Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", riporta i dati più significativi di tale monitoraggio, evidenziando non solo che ad essere maggiormente colpite dalla depressione, o sintomi legati ad essa, sono le donne, ma anche che i soggetti più a rischio vivono nelle grandi città. Ad essere colpiti anche molti uomini, in particolare "con un basso livello di istruzione", mentre in generale si evince che molte delle persone che presentano disturbi depressivi spesso "non lavorano o lavorano saltuariamente". Giovanni D'Agata sottolinea che "Passi", nell'intervista, ha utilizzato "solo le 2 domande di screening su umore depresso e perdita di interesse considerate dalla letteratura scientifica sufficienti per individuare le persone a rischio di depressione". Il 60% delle persone con questi sintomi dice di rivolgersi o a dei professionisti o all'aiuto dei familiari, e naturalmente solo "meno di un terzo di chi riferisce sintomi di depressione (31%) descrive il proprio stato di salute come 'buono' o 'molto buono' ". Giovanni D'Agata osserva, in conclusione, che se è vero che "la malattia sembra avere preferenza di classi culturali e di sesso, lo stesso non si può dire per quanto riguarda la distribuzione geografica" visto che sembra colpire "indistintamente al Sud, al Centro e al Nord senza mostrare picchi particolari".

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