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Vegetariano ed erborista: Uomo di Neanderthal svelato dal suo tartaro

Quasi vegetariano ed erborista, questo il nuovo identikit dell'uomo di Neanderthal svelato dalla sua placca dentale. Microfossili ritrovati nel tartaro rivelano la presenza di "piante amare", officinali.

Anche se lentamente, la "scienza" sta scoprendo che gli uomini "primitivi", in questo caso gli uomini di Nenderthal, erano dei fini conoscitori del loro ambiente non meri "scimmioni" privi di qualsiasi conoscenza scientifica. Uomini e donne di Nenderthal più simili quindi agli indimenticabili Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Bice Valori e Paolo Panelli che ballavano Neanderthal man sulle note degli Hotlegs (poi diventati 10cc) . "Sappiamo poco dei Neanderthal" ammettono i ricercatori che hanno scoperto, con analisi sofisticate, nuovi particolari della dieta di questi uomini del paleolitico.
Gli uomini di Neanderthal sarebbero stati infatti, in qualche modo, degli "erboristi" ante-litteram, cioè sapevano fare ciò che per qualsiasi "animale" è normale (cioè scegliere dei vegetali per la propria alimentazione e per la propria cura) ma che pochi concedevano come "sapienza" al povero Homo neanderthalensis. Un gruppo di ricerca congiunto di scienziati spagnoli dell'Università Autonoma di Barcellona (UAB) e dell'Università di York (UK), analizzando le placche dentarie dei Neanderthal che vivevano nella regione di El Sidrón nel nord della Spagna, ha invece trovato delle molecole di origine vegetale "inglobate" nel tartaro dentale fossile.
Il nostro progenitore quindi ha conservato resti di vegetali tra i suoi denti che i ricercatori indicano essere "piante officinali". Piante che spingono a credere che fossero usate per "automedicazione" (come si direbbe oggi). Gli uomini di Neanderthal avevano una dieta varia, fatta non solo di carne ma anche fortemente basata sui vegetali, soprattutto cotti. Insomma la cicoria "ripassata" in padella (ovviamente di ossidiana, antiaderente) e l'insalata di tarassaco erano probabilmente nel menu del Neanderthal.
Non a caso i ricercatori hanno scoperto che nel "tartaro neanderthalensis" si conservano dei "microfossili" di "piante amare", ed è questa la chiave che rivelerebbe la scelta "erboristica" di questi uomini paleolitici, dato che, riflette Stephen Buckley dell'University di York "l'assunzione di tali piante a basso valore nutrizionale è sorprendente, sappiamo che i Neanderthal avrebbero trovato il loro sapore amaro, e così la pianta è stata probabilmente scelta per motivi che vanno oltre il gusto". La ricerca è stata pubblicata dalla rivista Naturwissenschaften .

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