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Sorriso stampato in 3D: plastica antimicrobica o dente avvelenato?

Una stampante in 3D è stata usata per stampare delle protesi dentarie. La novità rispetto ad una prova che chiunque può fare con qualche centinaia di euro sta nella resina utilizzata. La plastica del dente in tre dimensioni è infatti antimicrobica.

"Aspetti che le stampo il dente", questa potrebbe essere la prossima frase ascoltata dalla poltrona del dentista. Una frase forse del tutto normale per chi è un appassionato di stampanti 3D e sogna, come fosse in Metropolis di Fritz Lang, di costruirsi la sua Maria, se non tutta intera, almeno pezzo per pezzo. Un team di ricerca dell'Università di Groninga (Olanda) ha messo a punto un insieme di tecniche per costruire un dente grazie ad una stampante a tre dimensioni e renderlo il più possibile biocompatibile per un eventuale impianto. Il primo passo per un sorriso stampato, appunto. Le stampanti in 3D generalmente stampano in materiale plastico e la plastica, ne sa qualcosa chi lava i piatti tutti i giorni, "assorbe" spesso non solo gli odori, ma ospita generosamente i microbi che, nella nostra bocca, potrebbero essere forieri di carie e di altri problemi al cavo orale.

Per evitare che il nuovo dente 3D diventasse un ricettacolo di batteri, il team di Groninga ha pensato bene, come si spiega sull'abstract dell'articolo scientifico pubblicato su Advanced Functional Materials di mischiare la resina fotoindurente con sali quaternari di ammonio caricati positivamente. Questa copolimerizzazione tra resina e sali antimicrobici ha fatto sì che le membrane batteriche con carica negativa possano essere distrutte al solo contatto con il dente finto (ad esempio si pensi al famigerato Streptococcus mutans). Il nuovo dente creato con la stampante in 3D potrebbe quindi inserirsi in un sorriso come "agente antimicrobico" per tutta la bocca, fanno notare con un certa luce sul canino i ricercatori olandesi. Basta con il diamantino sull'incisivo, la prossima moda sarà farselo direttamente strappare e sostituire con uno antimicrobico stampanto in 3D e l'alito sarà sempre neutro e limpido come un foglio di poliuretano espanso.

I ricercatori che si dilettano a stampare i denti (cercando di rubare il posto agli onesti artigiani costruttori di protesi dentarie) immaginano già un futuro scolpito di plastica antimicrobica. Tra i progetti ci sono infatti protesi dell'anca, del ginocchio, ma anche giocattoli per bambini, tutti amorevolmente cesellati in plastica antimicrobica dalla fida stampante 3D. Ma a parte il facile entusiasmo i problemi da risolvere sono ancora molti, anche nella sperimentazione clinica. La plastica antibatterica porrebbe persino provocare dei seri problemi, dato che noi siamo "fatti" di batteri, e la loro eliminazione indiscriminata da una certa area specifica del corpo potrebbe portare ad una selezione di ceppi batterici indesiderati e capaci di portare a serie patologie. Il dente di plastica speciale potrebbe diventare quindi un dente avvelenato? I tempi quindi sono lunghi, e se dalla poltrona del dentista sentiremo "aspetti che le stampo il dente", potrebbe essere addirittura la stampante 3D a dircelo.

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