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Carie e parodontiti: cura laser e acqua ossigenata dal Giappone

Per carie dentarie e parodontiti arriva una nuova speranza. Dai ricercatori giapponesi grazie ad un laser e del perossido d'idrogeno (acqua ossigenata) un nuovo strumento sperimentale per i dentisti per distruggere i batteri responsabili di queste patologie diffuse.

"Mai avuto carie in vita mia" diceva un ragazzo sportivo di una pubblicità di tanti anni fa, sapendo di toccare un problema, dentifricio o no, che è davvero sentito dalla popolazione occidentale.
La carie, la cui origine pare fino ad oggi microbica (ma senz'altro aiutata dalle condizioni strutturali del dente) di solito viene curata dal dentista con l'aiuto del trapano mentre per le parodontiti si parte da una profonda igiene orale e dall'ablazione del tartaro (la famosa "pulizia dei denti"), ma per tutte e due le patologie, se davvero sono i microbi il problema, non sempre si riesce ad "arrivare" con gli strumenti tradizionali ovunque, in modo efficace, e senza effetti collaterali.
La prestigiosa Università giapponese di Tohoku (terza università giapponese per fondazione nel 1907) potrebbe avere oggi una nuova soluzione, ha infatti sperimentato l'uso del laser per curare carie e parodontiti in maniera che si possano curare anche le zone più nascoste dei denti e delle gengive.
Per eliminare la quasi totalità dei batteri responsabili i ricercatori hanno usato l'irradazione di un laser ad onde lunghe su dell'acqua ossigenata comunemente usata dai dentisti. Pare che questa acqua ossigenata "al laser" abbia la capacità di uccidere la quasi totalità i germi causa di parodontiti e carie.
Sembra anche che questa cura non avrebbe effetti collaterali e che presto verrà sperimentata sull'uomo per poi renderla "comune" negli studi dentistici del mondo.

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