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Italia torna in deflazione: prezzi scendono ma debito pubblico sale

L'Italia torna ufficialmente in deflazione. L'Istat rivela che a febbraio 2016 l'inflazione torna con il segno meno dopo 9 mesi. E se i cittadini non consumano e preferiscono tirare la cinghia lo Stato invece spende e si indebita. A gennaio 2016 infatti il debito pubblico è cresciuto dell'1,1% rispetto all'anno precedente.

Dati ancora pessimi per l'economia italiana, nonostante da più parti (soprattutto dalla maggioranza di governo) si annuncia che la crisi è ormai finita e la ripresa è alle porte. I battenti sembrano infatti rimanere ancora ben chiusi visto che a gennaio 2016 il debito pubblico italiano è aumentato di 21,6 miliardi di euro, tornando a quota 2.191. Come certifica Bankitalia, rispetto ad un anno prima (gennaio 2015) il debito pubblico è infatti cresciuto dell'1,1%, quando si era attestato a 2.167. E se lo Stato spende e si indebita i cittadini invece preferiscono tirare la cinghia visto che a febbraio 2015 l'inflazione torna con il segno meno dopo 9 mesi. Con una diminuizione dello 0,2% su base mensile e dello 0,3% su base annua, l'Italia torna quindi ufficialmente in deflazione. L'Istat rivela infatti che secondo le sue stime preliminari l'inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,6%, anche perché c'è stato un calo dei prezzi diffuso a quasi tutte le tipologie di prodotto il che si traduce con una mancanza di domanda.

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