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Debito pubblico: più 5 miliardi al mese da quando c'è Renzi. Manovra non eviterà aumento IVA

Adusbef e Federconsumatori calcolano che da quando i è insediato il governo Renzi il debito pubblico italiano è cresciuto di oltre 5 miliardi al mese. Le associazioni dei consumatori avvertono quindi che La manovra economica ipotizzata di 30 miliardi di euro nel prossimo Def di ottobre non impedirà l'aumento dell'IVA, stimato in 55 miliardi di euro nel triennio 2017-2019.

"Le fallimentari politiche economiche dell'esecutivo,hanno prodotto un vertiginoso aumento del debito pubblico, passato da 2.107,1 miliardi di euro nel febbraio 2014 a 2.248,8 miliardi di euro nel giugno 2016, al ritmo di 5,060 miliardi al mese nei 28 mesi di governo, 1.943 euro al secondo, 116.000 euro al minuto, 7 milioni l'ora, 168 milioni di euro al giorno, ed un aumento di tassa occulta pro capite, per ognuno dei 60 milioni di abitanti di 2.360 euro. Se il governo avesse utilizzato la leva del debito pubblico per finanziare sviluppo ed investimenti, nelle infrastrutture, ricerca ed innovazione tecnologica (ben 77 miliardi di euro di debito pubblico aumentato dal 1 gennaio al 30 giugno 2016, al ritmo di 11 miliardi di euro al mese), invece delle spese parassitarie, politiche di puro consenso elettorale e di una ingannevole narrazione di uscita dalla crisi a reti unificate, l'Italia sarebbe tornata alla crescita economica in linea con gli altri Paesi europei, invece di uno striminzito +0,7%, che il ministro dell'Economia tende a giustificare perfino con la Brexit" viene spiegato in un comunicato di Federconsumatori.

"La manovra economica ipotizzata di 30 miliardi di euro nel prossimo Def di ottobre, e l'ottimismo sulle svendite di Stato a prezzi di saldo, per favorire le solite banche di affari ed investitori esteri, che ciononostante non hanno raggiunto gli obiettivi fissati nel Def con un deficit di 5 miliardi di euro, non saranno sufficienti per disinnescare le clausole di salvaguardia per evitare l'aumento dell'IVA, che il governo continua a rinviare di anno in anno, stimato dall'l'Ufficio parlamentare di bilancio, in sede di commento alla Finanziaria, per circa 55 miliardi di euro nel triennio 2017-2019, figurarsi per rilanciare crescita economica, sviluppo ed aumento del PIL, unica ricetta per arrestare la crescita del debito pubblico" avverte quindi l'associazione dei consumatori.

"Adusbef e Federconsumatori, preoccupate per le ricadute che ci potrebbero essere sulle famiglie, con l'aumento dell'IVA sui beni di prima necessità e di largo consumo, e per la politica monetaria deflattiva imposta dalla BCE, chiedono ancora una volta un cambio di passo, - chiariscono - che dica la verità sulla situazione economica del Paese, essendo intollerabile una politica economica del governo che invece di finanziare sviluppo, crescita ed innovazione restituendo la speranza ai giovani, addossa alle nuove generazioni il fardello del debito pubblico, gravante per 37.480 euro su ognuno del 60 milioni di abitanti, ben 93.700 euro a famiglia".

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