le notizie che fanno testo, dal 2010

Dalla guerra fredda a quella cibernetica il risultato è sempre esplosivo

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, a 20 giorni dalla fine del suo mandato, inaugura l'era della cyber guerra contro la Russia, con il rischio chee gli attacchi hacker si trasformino in combattimenti con armi convenzionali. Donald Trump cerca di smorzare i torni.

Come suoi ultimi atti prima di lasciare la Casa Bianca, Barack Obama sembra far di tutto affinché gli Stati Uniti si inimichino le maggiori potenze mondiali. Come un robot impazzito, Obama dapprima fa lo sgambetto ad Israele su una risoluzione dell'ONU pro Palestina ed ora si scaglia ancora una volta contro la Russia.

Accusando il Cremlino di aver interferito nelle elezioni americane attraverso vari attacchi hacker, il presidente americano uscente ordina una serie di sanzioni contro dirigenti del governo e dell'intelligence di Mosca. In particolare, le sanzioni hanno colpito il Gru e la Fsb, i due principali servizi segreti russi, e di conseguenza i loro leader Igor Korobov, Sergey Gizunov, Igor Kostyukov e Vladimir Alexseyev.

Inoltre, Barack Obama ordina l'espulsione di 35 diplomatici russi che lavorano per i servizi informativi e di sicurezza mentre tre società russe saranno bandite dal suolo americano. Chiuse invece due sedi operative del governo russo, quella nel Maryland ed a New York.

Nei prossimi giorni, inoltre, il dipartimento dell'Homeland Security e la FBI rilasceranno ulteriori informazioni tecniche declassificate sulle attività informatiche dell'intelligence militare e civile russa, con l'obiettivo di individuarle e stroncarle negli USA e all'estero. Non si esclude, quindi, che Obama prenda ulteriori provvedimenti contro Mosca, la cui risposta non si è però fatta attendere.

In primis il commento ironico del premier russo Dmitry Medvedev che ricorda su Twitter: "È un peccato che l'amministrazione Obama, che ha iniziato il suo mandato con il ripristino della cooperazione con la Russia si stia concludendo con un'agonia anti-russa. - concludendo con un eloquente - RIP".

Le autorità russe hanno poi immediatamente chiuso la scuola anglo-americana di Mosca (frequentata anche da bambini del personale d'ambasciata britannico e canadese, ma anche da ragazzi di altre nazionalità). Chiuso anche l'accesso alla residenza di vacanza dell'ambasciata USA a Serebryany Bor, vicino a Mosca. Inoltre, il Cremlino sarebbe pronto ad espellere nelle prossime ore diplomatici americani.

Il presidente eletto Donald Trump cerca di smorzare i toni, perché se da una parte assicura che "nell'interesse del nostro Paese e del suo grande popolo, la prossima settimana incontrerò i leader della comunità dell'intelligence per essere aggiornato sui fatti di questa situazione" dall'altra precisa che "è tempo per il nostro Paese di procedere verso cose migliori e più grandi".

Già nel 2011 Washington aveva dichiarato di equiparare gli attacchi digitali a quelli nel mondo reale. Ieri, invece, Barack Obama ha agito in base ad un ordine esecutivo dell'aprile 2015 che regola le risposte ad attacchi cibernetici, ed autorizza il presidente ad agire in emergenza con poteri speciali. La NATO inoltre è già da tempo pronta a rispondere a una potente cyber attacco con armi convenzionali (leggi bombe) poiché considera internet un dominio di guerra, al pari di aria, Terra, mare e Spazio.

Ecco perché è pericoloso sentir annunciare da Obama che la reazione americana agli attacchi hacker russi sarà "inevitabile", dichiarando per giunta che "in parte sarà eseguita in modo esplicito, e in parte no". Nell'ottobre scorso, anche il vicepresidente americano Joe Biden aveva anticipato che gli USA stanno "mandando un messaggio" a Vladimir Putin che "arriverà nel momento giusto, e nelle circostanze porteranno ad un impatto maggiore".

Inoltre, è sempre bene rammentare che il Presidente americano ha la possibilità, in caso di attacco hacker o di "grave minaccia" agli Stati Uniti di premere un pulsante che spegnerebbe internet in tutto il mondo. Anche per questo, da anni la Russia sta preparando le dovute contromosse affinché l'accesso a internet del segmento russo (Runet) non sia mai tagliato fuori dalla rete mondiale.

Il passaggio dall'era della guerra fredda a quella cibernetica non cambia quindi il fatto che il mondo continua a rimanere sotto scacco di due superpotenze nucleari.

© riproduzione riservata | online: | update: 30/12/2016

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Dalla guerra fredda a quella cibernetica il risultato è sempre esplosivo
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Il sito utilizza cookie di 'terze parti', se prosegui la navigazione o chiudi il banner acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickquiCHIUDI