le notizie che fanno testo, dal 2010

Strage cristiani Nigeria: Chiesa è per Boko Haram cultura occidentale

Ancora sangue di cristiani in Nigeria, ma anche in Kenya. Una ventina di morti e decine di feriti. Il cardinale Angelo Bagnasco invita a reagire con "forza" ma senza "volontà di vendetta". Mons. Kaigama che "la Chiesa, specie quella cattolica, è un obiettivo perché, agli occhi dei fanatici di Boko Haram, rappresenta quella cultura e quei valori occidentali che essi affermano di combattere".

Ancora sangue in Africa contro le comunità cristiane. Più di un attentato ha causato domenica 29 aprile oltre venti vittime e decine di feriti. Il primo attacco è avvenuto in Kenya, dove nella chiesa di Nairobi "God House of Miracle", che si trova nel quartiere di Ngara (non lontano dal centro della città) è stata fatta esplodere una granata poco dopo l'inizio della Santa Messa. Attorno all'altare una pozza di sangue, tra le vittime sembra che ci sia anche il sacerdote.
Il secondo attacco, invece, si è consumato in Nigeria dove "è in corso una epurazione dei cristiani, una pulizia etnica che attraverso assassinii sistematici vuole costringere i cristiani ad abbandonare le terre che hanno sempre abitato e dove convivono con i musulmani da più di mille anni" esattamente come sta accadendo in Iraq, sottolinea al Corriere della Sera il ministro per la Cooperazione internazionale Andrea Riccardi.
A Kano, nel nord della Nigeria, vi è stato infatti un vero e proprio attacco da parte di un gruppo di uomini armati all'interno dell'Università di Bayero, nei pressi del teatro utilizzato dalla comunità cristiana per celebrare le funzioni religiose, causando una ventina di morti. Stando alle ricostruzioni della stampa locale, dapprima si è sentita una forte esplosione (alcune fonti parlano invece di tre esplosioni) mentre poi sono stati uditi da testimoni dei colpi di arma da fuoco.
Un secondo attentato è avvenuto invece a Maiduguri, nel nord-est della Nigeria (nello stato di Borno), dove degli uomini armati hanno aperto il fuoco contro i fedeli della "Chiesa di Cristo" uccidendo 5 persone tra quelle che stavano partecipando alla celebrazione.
Gli attacchi in Nigeria, che ufficialmente non sarebbero stati ancora rivendicati ma che porterebbero la firma del gruppo islamista Boko Haram, sarebbero finalizzati ad indebolire il governo centrale e il presidente Goodluck Jonathan, di fede cristiana.
L'attentato in Kenya, invece, sarebbe stato perpetrato, come riflette Radio vaticana,"da terroristi al Shaabab che accusano il governo di Nairobi di aver occupato militarmente la Somalia in appoggio al governo federale di Mogadiscio".
Che dietro all'attentato in Kenya ci sia al Shaabab ne è convinto anche Thomas Simmons, direttore generale dell'African Medical and Research Foundation, che a La Repubblica anticipa come nel Paese "ci si aspetta da più fonti che ci sarà un attentato importante contro obiettivi non locali ma internazionali oppure governativi, perché il governo degli Stati Uniti la settima ascorsa ha emanato un allerta", spiegando che tutto ciò è dovuto principalmente al fatto che "ci sono forze militari kenyote occupate al controllo della Somalia meridionale per limitare l'impatto di al Shaabab sul Kenya".
Secondo Riccardi ci sarebbe una "reviviscenza del terrorismo islamista in certe aree 'calde'. Nell'Africa Occidentale c'è - spiega sempre dalle pagine del Corriere della Sera - un nuovo attivismo islamista che ha i suoi punti di forza in organizzazioni come Boko Haram, in Nigeria, e Aqmi, ovvero Al Qaeda nel Maghreb Islamico, soprattutto nel Mali. Lì si rischia veramente di trovarsi di fronte qualcosa che ricorda l'Afghanistan".
"Orribili ed esecrabili" sono per padre Federico Lombardi "i nuovi attacchi terroristici avvenuti in Nigeria - e oggi anche in Kenya - in occasione di celebrazioni religiose cristiane" che devono essere condannati "con la massima decisione". Padre Federico Lombardi aggiunge che "bisogna essere vicini alle vittime e alle comunità che soffrono per questa odiosa violenza, che si abbatte su di loro proprio mentre celebrano pacificamente una fede che annuncia amore e pace per tutti" ma che bisogna anche "continuare ad incoraggiare l'intera popolazione, aldilà delle differenze religiose, a non cedere alla tentazione di cadere nel circolo senza uscita dell'odio omicida".
Anche il cardinale Angelo Bagnasco invita i cristiani a reagire alle persecuzioni con "forza" ma senza "volontà di vendetta", ricordando come "la persecuzione religiosa non è un fatto nuovo purtroppo. Si sperava che fosse qualcosa ormai ampiamente superato, ma di fatto non lo è in alcune parti del mondo".
L'arcivescovo di Jos, Mons. Ignatius Kaigama, interpellato da Lydia O'Kane della redazione inglese di Radio vaticana, riflette sugli attentati in Nigeria a Kano e a Maiduguri ma anche su quelli presso le chiese "ad Abuja, a Jos" concludendo che "è una situazione terribilmente grave" e per questo si augura che "il governo e l'Agenzia di Sicurezza possano fare qualcosa, per calmare la situazione e per darci un senso di pace profonda".
"Questi attacchi sono una continuazione dello stato di insicurezza sul quale da tempo abbiamo espresso la nostra preoccupazione di Vescovi" spiega invece Mons. Ignatius Ayau Kaigama all'agenzia Fides, facendo notare come questi attacchi stiano "diventando sempre più mortali, provocando la morte di fedeli innocenti, di studenti innocenti" ma anche "di giornalisti innocenti", come quelli caduti a seguito degli attentati del 26 aprile contro due sedi di quotidiani nella capitale federale Abuja e a Kaduna, nel nord Nigeria.
Mons. Kaigama spiega che "Boko Haram ha ampliato la lista degli obiettivi da colpire: posti di polizia, scuole, chiese, università, redazioni di giornali. La Chiesa, specie quella cattolica, è un obiettivo perché, agli occhi dei fanatici di Boko Haram, rappresenta quella cultura e quei valori occidentali che essi affermano di combattere, in particolare l'istruzione occidentale", invitando il governo a riconsiderare "la strategia di contrasto al terrorismo" perché "ci si deve chiedere dove sarà il prossimo attacco? In un aeroporto? In un mercato all'aperto o in un altro luogo affollato?".
Le parole di Mons. Kaigama sonpo profetiche poiché ad un giorno di distanza, sempre in Nigeria, vi è stato un attacco suicida contro un convoglio della polizia. L'attentato è avvenuto a Jalingo, la capitale dello stato di Taraba, ed ha causato oltre alla morte dell'attentatore anche quella di due passanti. Anche questa volta l'attacco non sarebbe stato ancora rivendicato, ma si pensa che dietro ci sia sempre il gruppo islamista Boko Haram.
Si appella alla "comunità internazionale" affinché "non resti cieca, ma apra gli occhi ed intervenga fermamente per fermare questo martirio" di cristiani anche l'ex ministro degli esteri Franco Frattini, che promette: "Come coordinatore del nuovo gruppo ad hoc del PPE sulla politica estera proporrò nella prossima riunione il tema delle minoranze religiose e della tutela dei cristiani nel mondo come priorità".
Ma la priorità sarebbe "portare la questione delle persecuzioni dei cristiani al G8 che si riunirà tra meno di venti giorni a Camp David, ottenere in quella sede non una nuova dose di retorica solidarietà per le vittime ma impegni a sollevare energicamente il problema con i governi competenti e talvolta compiacenti. Le stragi dei cristiani, purtroppo, non finiranno per questo. Ma che almeno finisca l'insopportabile silenzio internazionale, e che si tenti concretamente di aiutare chi deve essere libero di credere senza rischiare il martirio" come sottolinea Franco Venturini del Corriere.it dell'editoriale "Un impegno per l'Italia" (http://is.gd/y0ANt6).

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: