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Siria: infrangono il Dhimma, ISIS uccide 21 cristiani ad Al-Qaryatayn

Dopo la conquista della città di Al-Qaryatayn in Siria centrale, l'ISIS avrebbe ucciso almeno 21 cristiani, alcuni dei quali solo perché si erano rifiutati di seguire le regole del Dhimma, patto in vigore quando vige la shari'a (la legge islamica).

Diversi cristiani siriani sono stati uccisi nella città di Al-Qaryatayn in Siria centrale da un gruppo di militanti dello Stato Islamico. Le atrocità sarebbero state commesse dopo l'occupazione della città da parte dell'ISIS, avvenuta lo scorso agosto. Al-Qaryatayn si trova a circa 60 miglia ad ovest di Palmyra, conquistata invece a maggio dai terroristi. Da pochi giorni (dal 3 aprile) Al-Qaryatayn è stata invece riconquistata dalle forze governative sostenute dall'aviazione russa , e così cominciano a trapelare le prime notizie cui crimini commessi dai jihadisti.
Come riporta la BBC, stando alla testimonianza del Patriarca Ignatius Aphrem II, della Chiesa siro-ortodossa, ad essere stati uccisi dall'ISIS sarebbero 21 cristiani, di cui 3 donne. Alcuni cristiani sono stati uccisi nel tentativo di fuggire mentre altri perché avevano infranto le regole del Dhimma, una sorta di un "patto di protezione" contratto tra non musulmani e un'autorità di governo musulmana. Un dhimmi è in sostanza il suddito non musulmano di uno Stato governato dalla shari'a (la legge islamica). Il Patriarca avverte poi che altre 5 persone risultano scomparse, spiegando che l'ISIS aveva intenzione di vendere come schiave le ragazze cristiane. Dietro il pagamento di un riscatto, tutte sarebbero state poi liberate e si sarebbero ricongiunte alle rispettive famiglie.

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