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Myanmar: 10mila profughi cristiani kachin perseguitati in Birmania

In Birmania scoppia un nuovo dramma che coinvolge almeno 10mila cristiani, perseguitati dal regime militare del Myanmar. Casus belli la costruzione di una diga e della relativa centrale idroelettrica che fornirà elettricità alla Cina. Risultato: guerra, violenze, vendette, sofferenze come scrive Fides.

La Birmania, ovvero il Myanmar come si chiama oggi, è una nazione conosciuta nel mondo soprattutto per via di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace del 1991 e liberata nel 2010 dopo una durissima repressione da parte del regime militare birmano. Ma la liberazione di Aung San Suu Kyi non ha di certo chiuso la pagina crudele della Repubblica dell'Unione di Myanmar, che vive sotto lo spietato regime militare di Than Shwe. Il Myanmar è ancora oggi un luogo dove i diritti civili sono calpestati e dove la violenza sulla popolazione è all'ordine del giorno. I civili inermi ne fanno le spese, così come le minoranze etniche. C'è ad esempio un conflitto di cui si hanno pochissime notizie, scoppiato tra i guerriglieri del "Kachin Independent Army" e l'esercito governativo. L'agenzia Fides racconta questa vicenda terribile che sta causando sofferenze, guerra, "violenze e vendette" per almeno 10mila profughi cristiani (http://is.gd/7ozpmO). I fatti si svolgono nello stato di Kachin, uno dei 14 in cui si divide il Myanmar, ed il motivo degli scontri, come racconta la fonte Fides "sono iniziati, perché il governo birmano ha stretto un accordo con la Cina per la costruzione di una diga che alimenterà una centrale idroelettrica nel territorio kachin". La fonte della Fides è un sacerdote della diocesi cattolica di Myitkyina (Nord del Myanmar, il Kachin è sotto la giurisdizione della diocesi) che, anonimamente per motivi di sicurezza, racconta: "I combattimenti infuriano, i militari governativi non esitano a compiere atrocità e vendette sulla popolazione civile; vi sono oltre 10mila profughi civili di etnia kachin, in maggioranza cristiani, che sono in fuga, vittime della violenza". La diga e la centrale idroelettrica in costruzione, come si legge sulla nota Fides "fornirà energia alla popolazione cinese e il progetto causerà lo sfollamento e l'inondazione di villaggi e territori dove vive la popolazione kachin, che dunque si è ribellata". "Oggi oltre 10mila profughi, quasi tutti cristiani – prosegue il sacerdote – stanno fuggendo dalla guerra e stanno oltrepassando le frontiere con la Cina e con l'India. Centinaia di sfollati interni, intanto, sono accolti nelle chiese e nei templi buddisti. La situazione è drammatica in quanto la popolazione civile, già molto povera, è allo stremo". Un dramma per cui la comunità internazionale non può continuare a rimanere indifferente, mentre la Chiesa locale di Myitkyina, continua il sacerdote: "sta facendo il possibile per ospitare i profughi, per confortare e incoraggiare la popolazione, esortando i fedeli ad aiutarsi reciprocamente. Inoltre sacerdoti, religiosi e fedeli pregano incessantemente per la pace, affidando a Dio la loro immane sofferenza".

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