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India: suora uccisa,difendeva indigeni da alienazione della loro terra

Uccisa nella sua casa, in India, una suor Valsha John, 53 anni, "autentica discepola di Cristo", "impegnata soprattutto nel difendere gli indigeni dall'alienazione della loro terra, operata dalle compagnie minerarie di estrazione del carbone".

"Suor Valsha viveva con i poveri, dava la sua testimonianza cristiana e li evangelizzava, condividendo le loro fatiche e difficoltà. Stava accanto alle comunità tribali più emarginate, i gruppi di etnia santhal nel distretto di Pakur" ricorda P. Nirmal Raj SJ, Provinciale dei Gesuiti a Dumka, commentando la morte, le cui cause sono ancora da chiarire, di suor Valsha John, 53 anni, delle "Suore della Carità di Gesù e Maria", uccisa nella notte del 15 novembre nella sua casa nel villaggio di Pachwara, distretto di Pakur, nello Stato di Jharhkand (India settentrionale), come riporta l'Agenzia Fides ("Suora uccisa per il suo impegno missionario fra i tribali: 'autentica discepola di Cristo', abbandonata dalle autorità civili" - http://is.gd/MSzrjx). Il gesuita sottolinea poi come suor Valsha si fosse "impegnata soprattutto nel difendere gli indigeni dall'alienazione della loro terra, operata dalle compagnie minerarie di estrazione del carbone" ipotizzando come sia stato "questo impegno" ha costargli "la vita". "Confidiamo quindi negli investigatori" si augura infine il gesuita, evidenziando come siano quindi "pronti a proseguire la missione" della suora. Come spiega la Fides, la religiosa svolgeva infatti "da 20 anni la sua opera pastorale soprattutto fra i poveri, gli emarginati, i tribali nel distretto di Pakur, nel territorio della nella diocesi di Dumka". Alcune fonti dell'Agenzia, rivelano che finora vi sarebbero due filoni di indagine, uno che segue la pista delle "organizzazioni criminali che sostengono lo sfruttamento dei tribali e il business delle compagnie estrattive (che potrebbero aver visto nella religiosa un ostacolo ai loro progetti)" mentre l'altra è quella "di gruppi all'interno delle stesse comunità indigene, che si sono divisi fra favorevoli e contrari a un accordo siglato fra le parti, che la suora aveva contribuito a promuovere". Il "Global Council of Indian Christians" (GCIC) invia infine una nota alla Fidea che conferma il fatto che la suora era stata "più volte minacciata da criminali che l'avevano diffidata dal contrastare l'opera di compagnie come la Panem Limited" tanto che la religiosa "aveva anche avvisato le autorità competenti delle minacce ricevute". "Ma le autorità statali, che appartengono a partiti nazionalisti indù - precisa la nota del GCIC - hanno ignorato le sue richieste di aiuto e l'hanno abbandonata a se stessa, lasciandola senza protezione". Enorme la partecipazione ai funerali di suor Valsha John, celebratesi il 17 novembre nella Cattedrale di Dumka, alla presenza di oltre 700 fedeli, dove il gesuita p. Varkey Chenna ha ricordato non solo "il discepolato e la missione della religiosa" ma ha sottolineato che la suora "ha dato la vita per Cristo, da autentica discepola" invitando tutti a prenderla come "esempio" perché "la sua testimonianza è un invito a porci alla sequela radicale di Gesù Cristo, come veri discepoli".

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