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Egitto, scontri musulmani cristiani: tra ignoranza e discriminazione

In Egitto forti tensioni tra cristiani e musulmani con morti e feriti. Il polso della situazione raccontato all'Agenzia Fides da un missionario che conosce bene il quartiere dei "raccoglitori di immondizia" del Cairo.

Torna la tensione in Egitto tra cristiani e musulmani, sembra che 15 persone sarebbero state uccise, e sarebbero oltre cento i feriti degli scontri, almeno dalle notizie delle agenzie di stampa egiziane. Gli scontri sarebbero avvenuti al Cairo nella notte tra l'8 e il 9 marzo tra musulmani e cristiani copti a causa dell'incendio della chiesa di Atfih (regione di Helwan), che sembra sia stata data alle fiamme a causa di una faida tra famiglie per l'amore sbocciato tra un musulmano e una cristiana.
Ma il polso della situazione oltre le fonti governative può fornirla solo chi conosce bene la realtà egiziana e il suo popolo in rivolta. Per questo è molto interessante leggere i dispacci dell'Agenzia Fides per conoscere, grazie ai missionari cattolici, che aria si respiri in Egitto. L'Organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie, ha infatti potuto raccogliere la testimonianza di padre Luciano Verdoscia, missionario comboniano, che vive proprio a stretto contatto con la popolazione del quartiere dei "raccoglitori di immondizia" chiamati Zabbaleen.
Proprio questa zona è il territorio degli scontri. Padre Luciano Verdoscia spiega alla Fides che "quello che è accaduto è indicativo di una situazione presente nel Paese che da un lato è data dall'ignoranza, e dall'altro da un'interpretazione sbagliata della religione. Su questo punto anche diversi studiosi musulmani concordano sul fatto che vi sono delle interpretazioni non corrette di alcuni versetti coranici che autorizzerebbero discriminazioni nei confronti delle donne e dei cristiani". "Anche il divieto alle donne di manifestare ieri, 8 marzo, in piazza Tahrir - continua il missionario - è un segnale negativo, che dimostra la presenza nel mondo arabo di una mentalità discriminatoria nei confronti di certe categorie sociali, come appunto i cristiani e le donne. Spero che la rivoluzione di popolo vada avanti per affrontare questi problemi, altrimenti, non si può escludere il fatto che il Paese scivoli verso la guerra civile, o comunque lo scontro violento tra fazioni". ("Scontri nel quartiere dei raccoglitori di immondizia del Cairo: a Fides la testimonianza del missionario che vi opera" http://is.gd/aMIh3D).

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