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Saldi 2014 Italia, ma pressione fiscale sarà al 44% fino a 2016

Se non ci sarà una riduzione delle aliquote Irpef e una vera riforma fiscale, neanche i saldi invernali 2014, che iniziano oggi 2 dicembre in Campania e Basilicata e sabato 4 dicembre in tutta Italia, riusciranno a salvare il settore, come piega in una intervista Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio-Imprese per l'Italia.

Senza la "riduzione delle aliquote Irpef" e "una vera riforma fiscale, con duplice obiettivo di ridurre le tasse e semplificare un barocco sistema di pagamenti e adempimenti" neanche i saldi invernali 2014 riusciranno a invertire quella tendenza che vede gli italiani sempre meno propensi al consumo. A riflettere sull'andamento della crisi è Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio-Imprese per l'Italia, che in una intervista a La Nazione avverte che senza tali provvedimenti non solo l'Italia non uscirà dalla crisi ma l'intero settore rischia il crollo, ricordando come il 2013 sia stato "un anno difficilissimo" visto che "PIL e consumi sono stati in calo rispettivamente dell'1,7% e del 2,4%". Sangalli sottolinea poi come "i redditi pro capite reali sono tornati ai livelli dell'1986", mentre la pressione fiscale "resterà inchiodata al 44% fino al 2016". Il presidente di Confcommercio quindi denuncia come tale situazione descrive un Italia "ingessata dall'interno" nel quale "famiglie e imprese sono stremate da una crisi che non sembra finire mai".

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