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Rete Imprese Italia boccia Def: la ripresa del 2014 "è sovrastimata"

Rete Imprese Italia boccia il Def, iperché nel documento di economia e finanza la ripresa del 2014 "è sovrastimata" e perché "prevede l'aumento di imposte, tasse e contributi, tra il 2012 e il 2017". Rete Imprese Italia chiede quindi seria riforma fiscale, "madre di tutte le riforme" necessarie per il rilancio del Paese,

Rete Imprese Italia boccia il Def, il documento di economia e finanza. La ragione è molto semplice: il Def "è una relazione di fine mandato, si concentra sulla valutazione delle cose fatte piuttosto che sulle azioni da intraprendere per cambiare la situazione attuale" spiega Rete Imprese Italia, soggetto unitario di rappresentanza delle pmi e dell'impresa diffusa, nel corso dell'audizione alle Commissioni speciali di Camera e Senato. Il Def, sottolinea infatti Rete Imprese Italia, sottovaluta le "criticità con cui si confrontano oggi, famiglie, lavoratori e imprese", precisando come i dati congiunturali relativi ai primi mesi di quest'anno "smentiscono la suggestione che il peggio appartenga al passato e che nei prossimi mesi si osserverà un'inversione di tendenza" poiché "gli indici di fiducia, relativi tanto alle imprese quanto alle famiglie, stazionano su livelli storicamente depressi. In alcuni casi toccano i minimi di sempre".

"A nostro avviso le performance italiane per il biennio 2013-2014 potrebbero essere peggiori di quelle previste nel Def" avverte infatti Mauro Bussoni, portavoce di Rete Imprese Italia, e questo perché la ripresa del 2014 "è sovrastimata" poiché "la pressione fiscale al 44,3% del Pil non dovrebbe consentire una crescita significativa del reddito disponibile, rendendo difficile una crescita dei consumi dell'1,4% come indicato dal Def". Bussoni quindi evidenzia: "Gli indicatori convergono nell'indicare un progressivo peggioramento delle condizioni dei prestiti a famiglie e imprese" sottolineando come sia "a rischio l'Italia produttiva" poiché "la crisi finanziaria, trasformatasi rapidamente in crisi economica, nel nostro Paese è ormai prossima alla crisi sociale".

Rete Imprese Italia esorta quindi ad una seria riforma fiscale che deve essere vista come la "madre di tutte le riforme" necessarie per il rilancio del Paese, ricordando che il previsto aumento dell'IVA al 22% a luglio "farà ulteriormente lievitare il prelievo sulle fasce di reddito pù deboli, contribuendo a deprimere ancora di più i consumi e andando così nella direzione contraria agli obiettivi di equità e di crescita che si dichiara di perseguire". Bussoni fa notare come "lo scenario del Def prevede l'aumento di imposte, tasse e contributi: tra il 2012 e il 2017 - evidenzia - secondo i nostri calcoli, aumenteranno di 26 miliardi le imposte dirette e di 40 miliardi quelle indirette, comportando un aggravio per ogni famiglia pari a oltre 2.600 euro annui".

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