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Forze Armate: riforma in 75 minuti. Lotti: "scandalo insopportabile"

Sono bastati 75 minuti per approvare il disegno di legge delega di revisione delle Forze Armate. Una "fretta" che per i pacifisti non ha tenuto conto degli appelli al buon senso. Flavio Lotti, Coordinatore nazionale della Tavola della pace: "Queste cose si fanno solo per gli F35 e per la potente lobby del complesso militare-industriale".

I deputati della Commissione Difesa il 29 novembre hanno battuto ogni record: "in soli 75 minuti hanno approvato il disegno di legge delega di revisione delle Forze Armate". Questa è la sintesi dell'intervento di Flavio Lotti, Coordinatore nazionale della Tavola della pace che descrive come i deputati abbiano approvato, in una manciata di minuti, il disegno di legge delega di revisione delle Forze Armate. "Hanno preso il testo uscito dal Senato e in quattro e quattr'otto lo hanno passato all'Aula di Montecitorio che lo ha già iscritto all'ordine del giorno della prossima settimana", afferma Flavio Lotti. Una riforma delle Forze Armate che il Parlamento non ha saputo fare negli ultimi 20 anni fatta invece, come rivela Lotti, in "6 sedute, 8 ore e 40 minuti" e cioè "in pratica una sola giornata di lavoro". Il Coordinatore nazionale della Tavola della pace si pone quindi due domande. La prima riflessione è sul modo: "Ma si può trattare in questo modo una riforma così importante? Ditemi voi - si chiede Flavio Lotti -. Si può omettere di fare quel lavoro di analisi di una materia così delicata che è compito primario di ogni parlamentare? Avete mai visto i parlamentari precipitarsi in questo modo dinanzi al dramma della povertà, della disoccupazione, dell'esclusione sociale, della corruzione o delle mafie? No. Queste cose si fanno solo per gli F35 e per la potente lobby del complesso militare-industriale". La seconda osservazione è sul merito: "Resta una domanda: perché tutta questa fretta? Perché l'ammiraglio Di Paola pretende di scrivere anche i decreti attuativi della riforma pur essendo alla fine della legislatura. In altre parole i militari pretendono di decidere da soli come riorganizzare le forze armate, temono il risultato delle prossime elezioni e il Parlamento si fa da parte. Non so voi, ma io lo considero uno scandalo insopportabile. A nulla sono valsi gli inviti a precisare e migliorare il testo della delega. A nulla sono valsi i nostri appelli al buon senso e le nostre osservazioni puntuali. Ditemi voi - continua a chiedersi Flavio Lotti -: cosa dobbiamo pensare? In commissione difesa c'è stata solo l'opposizione dell'Italia dei Valori. Cosa succederà in aula? Tutti d'accordo?". Ma la battaglia non è ancora persa. Il Coordinatore nazionale della Tavola della pace invita infatti a "denunciare quello che sta succedendo e accrescere la pressione su tutti i deputati che la prossima settimana si dovranno pronunciare, uno dopo l'altro. Vai sul sito della Camera dei deputati e invia il tuo appello". E' infatti in corso un pacifico "Mailbombing contro il DDL Di Paola" che invita i cittadini a inviare una mail ai deputati della Commissione Difesa e ai Capigruppo della Camera dei Deputati. Se fosse approvato questo disegno di legge sulla riforma delle Forze Armate, come sintetizza la Tavola della pace, avrebbe i seguenti effetti: "1. taglio del personale per comperare i cacciabombardieri F35 e altre armi; 2. trasformazione delle Forze Armate in uno strumento da guerre ad alta intensità incompatibile con l'articolo 11 della Costituzione; 3. costrizione dei comuni alluvionati o colpiti da una catastrofe naturale a pagare il conto dell'intervento dei militari; 4. non prevevisione di alcuna cancellazione degli sprechi e dei privilegi né una vera riqualificazione della spesa militare; 5. impegno di 230 miliardi per i prossimi 12 anni senza aumentare di un solo grado la nostra sicurezza; 6. aumento di fatto la spesa pubblica". Proprio Flavio Lotti, nella pagina del "Mailbombing contro il DDL Di Paola" rifletteva su un fatto che è sotto gli occhi di tutti: "I vertici militari di questo nostro paese vogliono continuare a comprare armi sempre più moderne e sofisticate e non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Ma, mentre si tagliano i servizi alle persone e agli enti locali che li devono fornire e milioni di famiglie non ce la fanno più, queste pretese diventano insopportabili".

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