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Civitanova, omelia funerali: ognuno ha vocazione di custode dell'altro

Nel corso dei funerali delle tre persone che si sono tolte la vita a Civitanova Marche, si sono levate grida di rabbia, come "Questo è un omicidio di Stato". Laura Boldrini ribadisce che era suo dovere esserci, mentre l'arcivescovo di Fermo, Luigi Conti, avverte: "Non sono solo gli operai a rivolgersi a me, ma anche imprenditori".

"La mia presenza a Civitanova è frutto della convinzione che il primo dovere delle istituzioni è esserci, metterci la faccia, tanto più nei momenti duri. Sarebbe troppo comodo - e per quanto mi riguarda inaccettabile - scegliere di essere soltanto dove è garantito l'applauso" scrive Laura Boldrini su Facebook, spiegando la sua presenza a Civitanova Marche dove si sono suicidate tre persone a causa della crisi economica. Il dolore e la rabbia per una situazione sociale ormai al limite della sopportazione è scoppiata a Civitanova, quando è arrivata Laura Boldrini, ma anche durante i funerali, quando dalla folla riunitasi fuori dalla Chiesa di San Pietro e Paolo di tanto in tanto si levavano verso il cielo grida come "Assassini" e "Questo è un omicidio di Stato" oppure "Questo è un omicidio della politica". "Chi sopporta il peso di queste tragedie ha tutto il diritto di esprimere come ritiene il suo dolore e la sua indignazione (che non hanno niente a che vedere con le strumentalizzazioni politiche imbastite da qualche frangia estremista)" ammette Laura Boldrini, ribadendo: "Ritengo che fosse giusto venire qui oggi, come cittadina di questa Regione e come Presidente della Camera". Ha voluto essere presente, inviando una corona di fiori, anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha affidato al presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca un messaggio di vicinanza ai familiari delle vittime e a tutta la comunità. "Il senso di impotenza è enorme - ammette Spacca - pensavamo di essere una comunità solida dove c'è solidarietà familiare, un sentimento di vicinanza, la vicinanza delle istituzioni, insomma tutti livelli di coesione più forti di altrove, eppure tutto questo non è bastato".
L'arcivescovo di Fermo Luigi Conti, presidente della Conferenza episcopale delle Marche, durante l'omelia ha infatti sottolineato: "Non potete immaginare quante persone mi chiedono aiuto, ma ultimamente sono spaventato. Non sono solo gli operai a rivolgersi a me ma anche gli imprenditori" rivolgendo un accorato appello "a coloro che ci governano perché facciano presto e si rendano conto che non ce la facciamo più". Nel corso dell'omelia, l'arcivescovo Luigi Conti ricorda quando il Signore chiede ad Adamo "Dove sei?" e poi a Caino "Dov'è Abele?". L'arcivescovo prosegue, come riporta l'Avvenire: "Caino risponde con un'altra domanda: 'Non lo so, sono forse io il custode di mio fratello?'. - sottolineando - Ecco il punto critico di questo momento storico, la domanda 'sono forse il custode'?. Eppure è così, ognuno di noi ha questa vocazione di custode dell'altro".

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