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Civitanova, CGIL: suicidio coinvolge esodato, a causa riforma Fornero

Quando a 63 anni si è ancora troppo "giovane" per andare in pensione ma non c'è lavoro, le poche entrare non bastano più per vivere. E' per questo che i coniugi Dionisi, di Civitanova Marche, si sono tolti la vita. La CGIL di Marche e Macerata dichiara: "Tragedia che coinvolge un lavoratore esodato che si è trovato nella condizione di non avere più né un lavoro né una pensione a causa della riforma Fornero".

La tragedia che ha colpito Civitanova Marche, dove ieri tre persone si sono suicidate, ha un colpevole: è la devastante crisi economica. Non c'è lavoro, e spesso senza di questo si ha timore di perdere anche la dignità. Dignità che i coniugi Dionisi hanno mantenuto fino all'ultimo, tanto che il cognato della coppia oggi sottolinea: "Romeo e Anna non volevano chiedere aiuto ed erano terrorizzati". Terrorizzati di vedersi togliere tutto dopo una intera vita di sacrifici, perché lui, a 63 anni, era ancora troppo "giovane" per andare in pensione, però non riusciva più a lavorare, mentre lei, 68 anni, dall'Inps riceveva mensilmente circa 400 euro. Troppo poco per vivere.

"Una tragedia immane, che lascia sgomenti e disarmati, legata e intrecciata alla crisi che investe il nostro Paese. Una crisi che colpisce con ferocia soprattutto il mondo del lavoro e che si abbatte con inusitata violenza sul reddito delle famiglie. La crisi profondissima nella quale è invischiato il Paese ha una sola via d'uscita: il ridare centralità ai temi del lavoro e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori. E' il lavoro, come principale elemento di cittadinanza, la chiave per determinare quel cambiamento necessario e urgente che rivendichiamo nei confronti di questo e del prossimo governo" si legge infatti in una nota della CGIL.

La CGIL sottolinea infatti che il vero cambiamento, quello che servirebbe davveo all'Italia, "deve partire dal risolvere le urgenze, a partire dal vergognoso limbo in cui sono state relegate centinaia di migliaia di persone, i cosiddetti 'esodati'. Come è altrettanto urgente, e i dati sulla inesorabile crescita della cassa integrazione di oggi richiamano con estrema forza, rifinanziare quello strumento vitale che è la cassa integrazione in deroga. E' di almeno di un ulteriore miliardo il fabbisogno necessario per poter garantire un sostegno al reddito per tante lavoratrici e lavoratori".

La nota del sindacato di Corso Italia si chiude quindi evidenziando che "mettere il lavoro al centro vuol dire riconoscere elementi di giustizia non più rinviabili anche dal punto di vista fiscale" perché "la pressione del fisco sul lavoro e sulle pensioni è ingiusta e insostenibile, specie a fronte di palesi ingiustizie come la irrilevante tassazione sulle rendite nonché sbagliata sui patrimoni. - aggiungendo - Lo abbiamo sostenuto nei giorni passati, e oggi con ancora più forza: la perversa combinazione delle tasse che abbiamo alle porte, il combinato disposto IVA (che a luglio dovrebbe salire al 22%, ndr), IMU (prima rata a giugno, ndr) e Tares (prima rata da maggio, ndr), nonché il paventato anticipo di aumento dell'Irpef, sono una miccia da disinnescare urgentemente".

Ancora più duro il commento della CGIL di Marche e di Macerata, che chiarisce: "E' l'ennesima tragedia legata alla crisi del lavoro e del reddito delle famiglie. In questo caso, un episodio ancora più grave perché coinvolge un lavoratore esodato che si è trovato nella condizione di non avere più né un lavoro né una pensione a causa della riforma Fornero". Roberto Ghiselli, segretario generale CGIL Marche e di Aldo Benfatto, segretario CGIL di Macerata, sottolineano quindi come "tutto questo impone l'urgenza di intervenire con misure efficaci per affrontare i temi del lavoro, della difesa dei redditi e di risolvere definitivamente la vergognosa situazione degli esodati", invitando il prossimo governo a mettere questi temi tra "le priorità in agenda" per dare "una svolta alle politiche del lavoro di questo Paese", visto che "anche a livello locale, è necessario accelerare quei provvedimenti a sostegno delle famiglie colpite dalla crisi, a partire dai provvedimenti già previsti a favore dei nuclei familiari in difficoltà nell'affrontare le spese per l'affitto".

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