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Cassaintegrazione "esplode" a marzo. Camusso: "Si rinviino le spese militari già programmate"

La richiesta di ore di cassa integrazione a marzo "esplode" secondo l'Osservatorio cig della Cgil Nazionale. Dati preoccupanti che hanno spinto CGIL CISL e UIL sotto Montecitorio per chiedere al Governo uscente e al Parlamento il rifinanziamento gli ammortizzatori in deroga, per "evitare un nuovo dramma sociale".

Una cartina di tornasole importante per valutare lo stato di salute del Paese è senz'altro l'ammontare della richiesta di ore di cassa integrazione. Non possono quindi che suscitare una forte preoccupazione le conclusioni dell'Osservatorio cig della Cgil Nazionale che nel rapporto di marzo certificano l' "esplosione" della richiesta di ore di cassa integrazione. "La cig aumenta in tutti i suoi segmenti (ordinaria, straordinaria e deroga) - scrive l'Osservatorio -, sia sul mese che sull'anno. Le 96.973.927 ore registrate a marzo segnano infatti un incremento consistente su febbraio (pari ad un +22,44%), mentre da inizio anno il monte ore complessivo è pari a 265.043.645 per un +11,98% sul primo trimestre del 2012". Ma un altro elemento di crisi viene messo in risalto dall'ufficio studi di Corso d'Italia: "Dietro questa mole di ore sono coinvolti da inizio anno circa 520 mila lavoratori che hanno subito un taglio del reddito per 1 miliardo di euro, pari a 1.900 euro netti in meno per ogni singolo lavoratore". Alla luce di questi numeri si comprende il senso della mobilitazione sindacale di martedì scorso sotto Montecitorio per sollecitare il Governo uscente e il Parlamento a rifinanziare gli ammortizzatori in deroga, per "evitare un nuovo dramma sociale".
I Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, intervenuti in Piazza Montecitorio, reduci dall'incontro con i presidenti di Senato e Camera, Piero Grasso e Laura Boldrini, hanno criticato il Governo Monti per aver creato questa situazione di emergenza sociale. "Non c'è bisogno di aspettare. Questo governo ha tutti gli strumenti per decidere e per riparare agli errori fatti" ha affermato al presidio Susanna Camusso, aggiungendo: "sia chiaro ci vogliono più risorse per il lavoro, ma non si devono dividere quelle esistenti. Si rinviino le spese militari già programmate e paghino le rendite finanziarie e i grandi capitali. Il governo non ha più alibi, non è necessaria una nuova manovra finanziaria".

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