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Megaupload, Kim Dotcom resta in carcere: "Picchiato durante il raid"E' stata negata la libertà su cauzione a Kim Dotcom, fondatore di Megaupload, per rischio di fuga. "Non scapperò", ha affermato, dicendo di voler tornare da moglie e figli. Dotcom dovrà rimanere in custodia almeno fino al 22 febbraio, quando ci sarà il processo. E intanto accusa gli uomini che fecero irruzione in casa sua per l'arresto: "Sono stato colpito in faccia e buttato a terra a calci".Kim Dotcom resterà in custodia cautelare almeno fino al 22 febbraio. Lo ha deciso ieri la Corte Suprema di Auckland, Nuova Zelanda, negando la libertà su cauzione al fondatore del sito Megaupload, accusato di aver diffuso gratuitamente materiale coperto da copyright, e fissando per quella data il processo sulla richiesta di estradizione avanzata dagli Stati Uniti. Il motivo della negata cauzione sarebbe un rischio di fuga da parte di Dotcom, sebbene agli altri suoi dipendenti sia invece stata accettata. "Non scapperò. Voglio combattere queste accuse alla pari - ha detto in sua difesa Dotcom - Ho tre bambini piccoli, mia moglie è incinta di due gemelli e voglio stare con loro". Il tribunale ha preso però atto che il 38enne tedesco possiede ben tre passaporti e molteplici conti bancari e per questo ha paura di una sua fuga per sottrarsi al processo. Kim Dotcom ha poi accusato gli uomini che fecero irruzione nella sua casa per effettuare l'arresto: "Sono stato colpito in faccia e buttato a terra a calci – ha raccontato – un tipo stava sulle mie mani e sanguinavo". L'udienza del 22 febbraio proverà a chiarire tutto, e intanto l'avvocato di Kim Dotcom, Ira Rothken, sta provando in tutti i modi a difendere il suo assistito. La difesa in pratica respinge le accuse su Megaupload affermando che il sito offriva semplicemente uno spazio online a privati che potevano immagazzinare i loro dati. Sante Mapelli Morro TAG: copyright / internet / pagina pubblicata il 04/02/2012 | ultima revisione: 04/02/2012 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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