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Copyright: riforma UE verso tassa sui link, anche su Twitter e Facebook

Senza alcun dibattito pubblico, l'Unione europea, insieme alle multinazionali dell'editoria, del commercio elettronico e dello streaming (ma non solo) sta riformando le regole del copyright. L'Associazione nazionale stampa online avverte che al vaglio c'è una vera e propria tassa sui link che farebbe morire i piccoli editori, ma anche il web.

"Proteggere i contenuti originali dagli habitués del copia-incolla con una tassa sui link. Sembra andare in questa direzione la riforma europea sul copyright. Una direzione che 'molto piace ai grandi editori, ma che finirà per danneggiare la piccola editoria digitale', denuncia in una nota il vicepresidente di Anso (Associazione nazionale stampa online) Matteo Rainisio.

"Facciamo quindi un appello ai nostri parlamentari europei affinché si impegnino a tutela delle migliaia di realtà presenti in Italia e che spesso rappresentano voci importanti dell'informazione locale e non solo", esorta in una nota l'Anso.

L'Associazione nazionale stampa online spiega che "la questione è emersa nel recente appuntamento organizzato dallo European Internet Forum e che ha raccolto tutte le principali aziende IT, dal settore editoria (Sky, Guardian) a quello del commercio elettronico e non (eBay, Apple), dello streaming (Netflix, Amazon), oltre le principali compagnie telefoniche europee, la BEUC (la principale associazione europea dei consumatori europei), decine di parlamentari e lobbysti (nel senso di americano del termine)".

All'ordine del giorno dell'European Internet Forum proprio la riforma europea per il mondo del web.

Rainisio precisa che una risoluzione sul tema "dovrebbe essere approvata entro la fine del 2017" la quale "andrà a ridisegnare le regole del mercato europeo in materia di e-commerce, diritto d'autore e responsabilità di provider e gestori telefonici sulle azioni dei propri utenti/clienti".

"Dal punto di vista del mondo dell'editoria, l'articolo 11 della risoluzione, che una volta approvata dovrà essere applicata in tutti gli Stati membri, ha il lodevole scopo di voler proteggere e valorizzare notizie e contenuti, foto e video prodotte dalle testate presenti nel panorama europeo dal saccheggio che quotidianamente si verifica da parte di aggregatori e siti dediti al copia-incolla", si precisa.

"Per far questo però viene prevista l'introduzione dell'Ancillary Copyright o Neighbouring Rights che obbligherà chi condivide/linka/riproduce anche in forma parziale il contenuto a remunerare chi lo ha prodotto. - avverte l'Anso - L'introduzione di questi diritti piace molto ai grandi editori, ma finirà per danneggiare l'intero ecosistema della piccola editoria digitale in Italia e in Europa".

Oltre ovviamente ad impoverire internet pensato come World Wide Web, che si basa appunto su una navigazione ipertestuale dei documenti presenti in Rete, attraverso l'utilizzo di rimandi (link o, più propriamente, hyperlink).

L'Anso sottolinea infatti che "dove una legge simile è in vigore - vedi Germania e Spagna -, i risultati hanno portato al fallimento di centinaia di start up editoriali. Addirittura, per com'è scritta oggi, la norma potrebbe imporre una vera e propria tassa sul link, anche a quelli condivisi su Twitter. - chiarendo - L'adozione di questo sistema obbligherebbe quindi i piccoli editori di tutta Europa a dover rinunciare al traffico proveniente da servizi come Google News o Facebook, aprendo così la strada ad una tassazione sui link presenti nei motori di ricerca".

Il risultato? Aziende e multinazionali "come fatto in Spagna dove si è giunti alla chiusura del servizio di Google News, piuttosto che pagare vieteranno la condivisione di articoli danneggiando così i piccoli editori che perderanno un'autentica linfa vitale, mentre i grandi potranno da un lato guadagnare per i link, godere di una minore concorrenza e quindi di un aumento del traffico a discapito dei piccoli editori che invece, in molti casi, saranno costretti a spegnere i server", denuncia Matteo Rainisio.

Finora di questo argomento, come spesso accade per tutto quello che riguarda l'iter legislativo del Parlamento europeo, si parla poco. Il testo al momento è in Commissione UE e probabilmente approderà all'europarlamento solamente dopo l'estate per la votazione definitiva.

"È quindi importante che i nostri eurodeputati si muovano fin da subito per difendere un patrimonio editoriale fatto di tante piccole realtà che quotidianamente raccontano online un dato territorio. Sono voci che con questa riforma rischiano di scomparire, impoverendo il mondo dell'informazione e impoverendo un territorio", osserva infine Marco Giovannelli, presidente dell'Anso.

© riproduzione riservata | online: | update: 11/02/2017

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