Hotfile ha un prezioso alleato nella lotta contro l'MPAA. Google sostiene che il sito di file hosting è protetto dal DMCA come Facebook e Youtube. Due settimane fa, la MPAA aveva chiesto la chiusura Hotfile, ma lo schieramento di Google in difesa potrebbe portare grandi conseguenze qualsiasi sia la decisione del tribunale.
Hotfile può contare su un prezioso alleato: Google. Il servizio di file hosting è stato accusato di diffusione di contenuti coperti da copyright dalla Motion Picture Association of America (MPAA) (http://is.gd/tdT7i4) che sta tentando in tutti i modi di screditarlo presso il tribunale della Florida. Tuttavia Google, attraverso un documento indirizzato appunto al tribunale federale di Miami (http://is.gd/Hx7VaR), ha detto di avere un interesse fondamentale nella corretta applicazione del DMCA. La "Grande G" ha sostenuto che Hotfile è protetto dal Digital Millennium Copyright Act (DMCA) sotto il concetto di "porto sicuro" (http://is.gd/V7frLL), una norma giuridica che esclude ogni responsabilità ai fornitori di servizi on-line per qualsiasi danno o reclamo di violazione del copyright, e comprende quei "fornitori di servizi che archiviano le informazioni sui propri sistemi con la direzione degli utenti".
Due settimane fa, la MPAA aveva chiesto la chiusura Hotfile (http://is.gd/9gqm7U) perché sarebbe "un paradiso della pirateria che non dovrebbe essere coperto dal DMCA". Dal punto di vista di Google, invece, servizi come Youtube, Facebook, Twitter e Wikipedia hanno ottenuto il loro successo perché coperti sotto il concetto di "porto sicuro". Inutile dire che, se la Corte dovesse dar ragione all'MPAA, si verrebbe ad affrontare gravi conseguenze anche nei servizi appena citati. D'altro canto, dopo la chiusura di Megaupload e con FileSonic e FileShare che stanno chiudendo le porte, bisognerà vedere cosa potrebbe accadere in caso di mancata sentenza del giudice, anche riguardo gli altri siti di hosting di informazioni.
La Corte Suprema di Svezia ha confermato la condanna del novembre 2010 nei confronti dei fondatori del sito The Pirate Bay, Peter Sunde, Fredrik Neij e Carl Lundstrom. Oltre al carcere, è prevista una multa di 6,5 milioni di dollari che "ripagherà" i danni "da diritto d'autore".
Il capo per il commercio della UE Karel De Gucht ha presentato una richiesta formale alla Corte di Giustizia della Comunità Europa per valutare la legittimità della legge "anti-contraffazione" ACTA. L'idea però sembra essere quella di creare un'opinione ufficiale per mettere la parola "fine" alle proteste che hanno coinvolto la maggior parte dei paesi europei.
Kim Dotcom, fondatore del sito Megaupload, annuncia ricorso alla sentenza che lo tiene in carcere in Nuova Zelanda. L'appello formale sarà depositato questa mattina presso la Corte Suprema di Auckland.
La RIAA ha annunciato che entro il prossimo trimestre potrebbe collaborare con gli ISP statunitensi nella lotta contro la pirateria di internet. L'idea è quella di dare la facoltà ai fornitori della rete statunitense di avvertire e "punire" i clienti che vanno contro i diritti del copyright.