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ACTA freno in Europa: incompatibile con libertà di espressione?

Il capo per il commercio della UE Karel De Gucht ha presentato una richiesta formale alla Corte di Giustizia della Comunità Europa per valutare la legittimità della legge "anti-contraffazione" ACTA. L'idea però sembra essere quella di creare un'opinione ufficiale per mettere la parola "fine" alle proteste che hanno coinvolto la maggior parte dei paesi europei.

La legge ACTA ha subito un'ulteriore battuta d'arresto: la Commissione europea sembra aver capito la ragione delle proteste contro l'Anti-Counterfeiting Trade Agreement (appunto ACTA), e ha quindi deciso di chiedere alla Corte di giustizia della Comunità Europa di valutarne la legittimità.
Le proteste contro l'ACTA si sono verificate in diverse parti del mondo, tra cui tanti paesi europei, nei quali l'effetto sembra esser stato quello desiderato: a Bruxelles si vuole infatti chiarire se l'accordo anti-pirateria viola i diritti fondamentali, quali la libertà di espressione e di informazione. A questo proposito, il capo per il commercio della UE Karel De Gucht, che ha presentato una richiesta formale per questa valutazione, ha dichiarato: "Abbiamo intenzione di chiedere alla Corte Europea quanta compatibilità ha l'ACTA con i diritti fondamentali dell'UE, quali la libertà di espressione e di informazione o di tutela". E' curioso notare come De Gucht sia però chiaramente a favore dell'ACTA, visto che a suo avviso è un accordo fondamentale utile a "combattere la pirateria" e a "garantire il lavoro" delle azienda che operano sullo scambio di opere e prodotti sul web. E allora perché chiede alla più alta corte dell'Unione europea di pronunciarsi sulla sua legittimità? Semplice, secondo De Gucht il "rifiuto" dell'ACTA è il risultato della disinformazione diffusa sul Web: "Il dibattito dovrebbe essere basato su fatti, non dalla disinformazione e dalla voce che ha dominato i social network e i blog nelle ultime settimane", ha affermato De Gucht. La sua idea è quindi quella di creare un qualcosa di ufficiale che metta fine alle divisioni di opinione che ha portato paesi membri dell'UE, come la Polonia, a diminuire il sostegno all'accordo.
Un altro esempio della divisione di opinioni che esiste in Europa è la preoccupazione espressa da Viviane Reding, Commissario della Giustizia e dei diritti fondamentali per la cittadinanza, che ha dichiarato: "Bloccare internet non è una soluzione. Dobbiamo trovare modi nuovi, più moderni ed efficienti in Europa, per proteggere le creazioni artistiche e che tengano conto degli sviluppi tecnologici e delle libertà di internet".
Il prossimo giugno la Corte di giustizia dell'Unione europea discuterà dell'ACTA al Parlamento europeo, ma l'accordo sarà ratificato solo con il consenso di tutti e 22 i membri dell'UE: se solo uno di essi (incluso anche il Parlamento europeo) non darà il suo appoggio, l'accordo terminerà automaticamente. Le proteste contro l'ACTA hanno coinvolto numerosi movimenti, tra cui il famoso gruppo di hacker-attivisti Anonymous. In questo video (http://is.gd/9t3rW0) (con sottotitoli in italiano) vengono spiegate le ragioni che trovano molte persone in disaccordo con il testo della legge.

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