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Coppia dell'acido: ecco cosa hanno fatto per i teste in Aula

Ripreso il processo contro la coppia dell'acido. A porte chiuse Andrea Magnani, il presunto complice della coppia diabolica, rivela che dopo le aggressioni Martina Levato e Alexander Boettcher ridevano e scherzavano come se niente fosse. Nel processo milanese a carico del broker, invece, cosa hanno fatto Martina Levato e Alexander Boettcher secondo i racconti dei testimoni.

E' ripreso il processo contro la coppia dell'acido. In Aula alcuni testimoni dell'aggressione a Pietro Barbini nel processo contro Alexander Boettcher mentre è ripreso l'interrogatorio a porte chiuse davanti al gup di Andrea Magnani, che con Martina Levato ha chiesto ed ottenuto il rito abbreviato. Andrea Magnani è il presunto complice della coppia diabolica, anche se lui continua a sostenere di non essere stato consapevole delle aggressioni con l'acido, ipotizzando in sostanza solo degli scherzi da parte di Martina Levato e Alexander Boettcher nei confronti delle loro vittime, rimaste invece sfregiate. Durante l'interrogatorio, Magnani avrebbe raccontato: "Dopo l'aggressione a Stefano Savi, Martina era solita scherzare con Alexander in macchina. Alexander imitava Martina, ne imitava il modo di ridere e si rideva di questa cosa". I tre avrebbero riso anche dopo che Martina Levato, risalendo in auto, avrebbe detto, come rivela Magnani: "Forse abbiamo sbagliato persona".

Nel processo milanese a carico del broker, è stata invece ascoltata come testimone un'amica di Martina Levato che legge in Aula alcuni messaggi ricevuti da Alexander Boettcher il quale si definiva come "l'uomo del diavolo" e le consigliava di "non contrastare il malvagio" perché cercava "vendetta". In sostanza, Alexander Boettcher cercava di intimorire le amiche di Martina Levato che non si prestavano a fornire "informazioni" sui ragazzi con cui la bocconiana aveva avuto relazioni, anche brevissime. Ed infatti l'amica di Martina Levato ad un certo punto ha pensato di "avere a che fare con un pazzo" quando Alexander Boettcher le inviò una foto della "guancia" della bocconiana "scarnificata" con una segno a forma di A. Alexander Boettcher, che scriveva all'amica di Martina Levato su Facebook e WhatsApp spacciandosi per la bocconiana, come riferisce anche la teste, cercava informazioni su Giuliano Carparelli. Il ragazzo, infatti, aveva avuto una breve relazione con Martina Levato mentre frequentava il broker e successivamente è scampato ad un tentativo di aggressione con l'acido da parte della "coppia diabolica". Successivamente, Stefano Savi fu vittima dell'agguato perché scambiato proprio per Giuliano Carparelli. Contro Giuliano Carparelli ci fu un secondo tentativo di aggressione, come racconta un suo amico chiamato a testimoniare, sventato perché all'appuntamento fissato con un presunto corriere il ragazzo si era presentato con due amici muniti di "casco" e armati di "mazza".

Nel corso del processo ascoltato anche un testimone che ha assistito, inconsapevole, al lancio dell'acido contro Pietro Barbini. L'uomo stava passando in via Giulio Carcano in macchina con la moglie, ed ha raccontato di aver visto quello che le era sembrato "un gavettone d'acqua". Il teste infatti precisa che "non si è reso conto della gravità di quel che stava accadendo" poiché ha osservato "una ragazza con una specie di bicchierone in mano che sorrideva" e che "dentro un'auto c'erano due persone e avevano tutti e tre un atteggiamento come se stessero festeggiando qualcosa, un atteggiamento quasi ludico". Il teste quindi precisa: "Ho visto del liquido volare verso destra, non ho visto chi lo lanciava" precisando però di aver visto invece un ragazzo "a torso nudo" (probabilmente Barbini, che si era tolto i vestiti dopo essere stato colpito dall'acido) "che inseguiva un ragazzo con un cappuccio in testa e lo bloccava". La moglie ha invece riferito di aver visto "una ragazza che scappava e due giovani che si inseguivano" mentre un investigatore, chiamato come teste, ha spiegato che Pietro Barbini era "sofferente e col viso corroso" mentre Boettcher "era stato bloccato a terra, ad un certo punto, da una massa di 10-15 persone".

Il processo a carico della coppia dell'acido di interseca con i provvedimenti che sta adottando il Tribunale per i minorenni di Milano, che dovrà decidere del futuro nel figlio di Alexander Boettcher e Martina Levato. Per stabilire la capacità genitoriale della coppia il Tribunale ha chiesto una "consulenza tecnica d'ufficio" su profili "psico-diagnostici" dei due amanti ma anche dei loro genitori (nonni del piccolo), per valutare se questi hanno o meno una capacità "accuditiva".

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