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Obamacare e controllo delle nascite: no copertura se è contro religione

La Suprema Corte ha stabilito che le aziende private americane possono rifiutarsi di offrire una copertura assicurativa relativa a metodi per il controllo delle nascite, come per esempio contraccettivi e pillola (compresa quella abortiva), se ciò è contrario alle credenze religiose del proprietario. Un duro colpo per l'Obamacare.

Le aziende private americane possono rifiutarsi di offrire una copertura assicurativa relativa a metodi per il controllo delle nascite, come per esempio contraccettivi e pillola (compresa quella abortiva), se ciò è contrario alle credenze religiose del proprietario. A stabilirlo la Suprema Corte degli USA, che sancisce quindi un duro colpo all'Obamacare (Patient Protection and Affordable Care Act), legge sull'assistenza sanitaria che invece imponeva piani di contraccezione gratuita. I giudici della Suprema Corte hanno deliberato in base al Religious Freedom Restoration Act (RFRA). Il ricorso alla Suprema Corte è stato intentato dal gigante del dettaglio Hobby Lobby e dalla più piccola azienda Conestoga Wood Specialties, di proprietà rispettivamente della famiglia Green, cristiani evangelici, e della famiglia Hahn, mennoniti. Le due aziende correvano il rischio, non fornendo copertura sanitaria per la pillola abortiva, di dover pagare multe fino a 1,4 milioni di dollari al giorno. La Suprema Corte ha quindi dovuto decidere se l'Obamacare poteva far rinnegare le credenze religiose oppure costringere determinate imprese all'insolvenza e di conseguenza al fallimento. I giudici hanno stabilito che la fede è al di sopra anche della legge.

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