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Elezioni 2018: condono edilizio? WWF: ma se ogni 10 km di diametro c'è cemento

Il WWF contro l'idea di un condono edilizio proposto dal Silvio Berlusconi in campagna elettorale.

"Pensavamo che dopo l'uscita di scena del ddl Falanga e lo stop alla legge regionale campana che introduceva il concetto di 'abuso di necessità' l'idea di un nuovo condono edilizio fosse finalmente uscito di scena: evidentemente ci sbagliavamo" dichiara in una nota il vicepresidente del WWF Italia, Dante Caserta, commentando le dichiarazioni di Silvio Berlusconi a 3 settimane dalle elezioni del 4 marzo 2018.

"Un nuovo eventuale condono non solo legittima comportamenti illegali autorizzando a dilapidare il capitale naturale e paesaggistico del nostro Paese, ma favorisce edificazioni selvagge che provocano o amplificano il dissesto idrogeologico, mettendo rischio anche la sicurezza dei cittadini. Inoltre penalizza proprio le persone oneste che rispettano la legge, a vantaggio di quanti invece commettono abusi. Senza considerare l'effetto annuncio che da il via, immediatamente, a nuovi sfregi del territorio" chiarisce.

"Una delle priorità della prossima legislatura deve essere quella di approvare al più presto una legge per lo stop al consumo del suolo, una priorità a cui la legislatura appena conclusa colpevolmente non è riuscita a ha voluto dare una risposta e che rappresenta una vera emergenza nazionale", precisa l'ambientalista.

"Come dimostrato dal CRESME (l'istituto di ricerca socio-economica specializzato nel settore dell'edilizia) in uno studio del 2015 (con riferimento all'ultimo condono del 2003) che il condono edilizio è anche un pessimo affare per le casse pubbliche. - viene inoltre evidenziato - Il CRESME rilevava nel 2015 che, a fronte di un importo medio di 15mia euro versato per ogni singolo abuso, gli enti locali ne hanno spesi in media 100mila per portare strade, fognature e altre infrastrutture ai nuclei illegali. A ncora oggi bisogna frenare i ladri di territorio: se nel 2012 si edificavano 14 costruzioni abusive ogni 100 autorizzate, si arriva a quasi 20 ogni 100 nel 2016 (di cui 48 su 100 al Sud), ricorda il WWF facendo riferimento a dati Istat".

"Non ci possiamo permettere di fare consumare altro suolo libero, bene comune e risorsa scarsa in Italia. Sulla base di elaborazioni del gruppo di ricerca dell'Università de L'Aquila che da anni collabora con il WWF si è potuto verificare come ormai in Italia non sia possibile tracciare un cerchio di 10 km di diametro senza incontrare un'area urbana e che dal 1950 al 2000, nella fascia di 1 km dai siti tutelati dall'Europa della Rete Natura 2000, l'urbanizzazione sia salita da 8.400 a 44.000 ettari, con un incremento medio del 420%" si sottolinea

"Ancora oggi - prosegue l'associazione - il consumo di suolo viaggia a un ritmo di circa 30 ettari al giorno, 3 metri quadrati al secondo; l'espansione urbana nel territorio è salita dall'1,8% degli anni '50 al 7,6% del 2016 (secondo dati ISPRA, l'Istituto di ricerca del Ministero dell'Ambiente), che sale al 10%, se si calcola anche la infrastrutturazione".

"Porre fine alla rapina del territorio non è solo questione di sostenibilità e di resilienza dei sistemi naturali, ma di credibilità delle Istituzioni - conclude Caserta -. Il condono edilizio del 2003 (il terzo condono in 18 anni, gli altri nel 1985 e nel 1994) secondo l'allora ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, non solo sarebbe dovuto essere l'ultimo, ma avrebbe dovuto sanare un malcostume italiano: nella realtà è si è verificato l'esattamente il contrario".

© riproduzione riservata | online: | update: 08/02/2018

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