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Stop etossichina in Italia per conservare frutta. Serve però un divieto UE

I ministeri della Salute e dell'Ambiente hanno dato lo stop all'uso dell'etossichina in Italia per la conservazione della frutta, ritenendo inammisibile concedere anche in via temporanea alcuna possibilità di uso in deroga a causa del rischio per la salute degli utilizzatori e dei consumatori. MA in Spagna l'setossichina viene ancora utilizzata, e per questo i due dicasteri italiani chiedono percorso comune tra tutti gli Stati membri dell'UE.

I ministeri della Salute e dell'Ambiente, in una nota congiunta, chiariscono che "sulla base di un'ampia e documentata istruttoria e tenendo conto in particolare delle determinazioni formulate dall'Istituto Superiore di Sanità, hanno escluso di poter consentire il ricorso all'uso eccezionale della molecola ‘etossichina’, già utilizzata per consentire la conservazione per lungo periodo della frutta". I ministeri della Salute e dell’Ambiente sottolineano infatti che lo stop all'uso dell'etossichina in Italia per la conservazione della frutta è stato deciso dopo che erano state "sollevate rilevanti criticità relative al valore degli attuali residui rispetto al rischio per la salute degli utilizzatori e dei consumatori". Vista la prioritaria necessità di garantire il massimo livello di sicurezza, i due dicasteri hanno quindi ritenuto inammissibile concedere anche in via temporanea alcuna possibilità di uso in deroga. Ma l'uso della etossichina non è vietato in tutti i Paesi membri dell'Unione europea. I ministeri della Salute e dell'Ambiente sottolineano quindi che "la decisione di alcuni Stati membri come la Spagna, che escludendo caratteristiche di tossicità ha ammesso l’uso del formulato per il trattamento della frutta, crea un problema di concorrenza sleale per le imprese del ‘Made in Italy’ e soprattutto un pregiudizio per la salute che - annunciando - diventa necessario rimuovere attraverso l’immediata definizione di un percorso comune tra tutti gli Stati membri dell'UE".

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