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Consumatori: se governo taglia a Rai 150 milioni, rimborsi canone a cittadini

Le associazioni in difesa dei diritti dei consumatori Federconsumatori e Adusbef affermano che "il taglio di 150 milioni sugli introiti del canone Rai è una misura impraticabile". Se tale politica sarà perseguita, allora il governo dovrà versare "il proporzionale rimborso della somma pagata dagli utenti".

"Siamo preoccupati per gli effetti che il recente decreto governativo rischia di produrre sui contenuti del servizio pubblico radiotelevisivo" affermano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti nazionali delle associazioni Federconsumatori e Adusbef, che hanno inviato, unitamente ai sindacati CGIL e UIL del settore delle telecomunicazioni, una diffida al Ministero dello Sviluppo economico affinché vengano messe in campo le iniziative necessarie a scongiurare ipotesi di ridimensionamento e di depotenziamento del servizio. Federconsumatori e Adusbef chiedono infatti che "il necessario contenimento dei costi di gestione della Rai sia perseguito non con misure estemporanee ma attraverso il varo di un serio piano industriale" e "se necessario, anticipando anche il contratto di servizio rispetto alla scadenza programmata del 2016". Federconsumatori e Adusbef sottolineano infatti che "il taglio di 150 milioni sugli introiti del canone è una misura impraticabile. Un'imposta di scopo non può essere utilizzata per ragioni diverse da quelle per cui è pagata dai cittadini. - chiarendo - Ogni taglio al canone che il governo dovesse decidere di operare dovrebbe avere come conseguenza, se non si vuole compiere un vero e proprio arbitrio nei confronti dei cittadini onesti, il proporzionale rimborso della somma pagata dagli utenti".

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